{"id":97234,"date":"2020-02-18T10:26:30","date_gmt":"2020-02-18T09:26:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=97234"},"modified":"2020-02-19T11:41:01","modified_gmt":"2020-02-19T10:41:01","slug":"giovanni-morelli-connoisseur-pionieristico-e-controverso","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/02\/18\/giovanni-morelli-connoisseur-pionieristico-e-controverso\/","title":{"rendered":"Giovanni Morelli, connoisseur pionieristico e controverso"},"content":{"rendered":"\n<p>Con la sua vita cosmopolita, Giovanni Morelli (1816-1891) \u00e8 entrato in contatto con una quantit\u00e0 incalcolabile di opere d&#8217;arte. Molte delle sue osservazioni sulla pittura del Rinascimento sono valide ancora oggi. A lui si deve l&#8217;invenzione della moderna <em>connoisseurship<\/em>. Eppure, Giovanni Morelli descriveva quella dell&#8217;arte come \u201cun&#8217;esperienza tardiva e marginale\u201d. Prima di ogni altra cosa, egli si considerava \u201cun politico la cui esistenza era trascorsa lavorando soltanto per il proprio Paese\u201d. In realt\u00e0, arte e politica s&#8217;intrecciano molto presto nella vita di Giovanni Morelli. Sono legate a doppio filo in una visione patriottica che fin dagli anni 50 auspica nuove forme di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale.  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Portrait-of-Giovanni-Morelli-730x1024.jpg\" alt=\"Portrait of Giovanni Morelli\" class=\"wp-image-97246\"\/><figcaption>Franz von Lenbach, Portrait of Giovanni Morelli, oil on canvas, 1886, Accademia Carrara, Bergamo \u00a9 Courtesy of the Carrara Academy Foundation, Bergamo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La\nnascita, la formazione, la scienza<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Johannes Morell, questo il suo nome di nascita, vede la luce a Verona il 25 febbraio del 1816. I suoi genitori appartengono a famiglie protestanti emigrate dalla Svizzera in Italia. A 9 anni, Johannes si trasferisce a Bergamo con la madre rimasta vedova. Gli anni della formazione trascorrono per lo pi\u00f9 in Germania. Oltre all&#8217;italiano, il giovane Morelli parla e scrive perfettamente in francese e tedesco, ha un&#8217;ottima conoscenza delle lingue classiche e si applica al sanscrito. Ma i suoi studi iniziali non sono orientati alle materie umanistiche: sono invece rivolti alla scienza. Nel 1836 si laurea in medicina alla Ludwing-Maximilians-Universitat di Monaco. E anche se non eserciter\u00e0 mai la professione di medico, lo studio dell&#8217;anatomia attraverser\u00e0 tutta la sua vita: diventer\u00e0 un interesse coltivato sia in chiave scientifica sia come nutrimento del suo metodo di attribuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Cruciale, in particolare, per Giovanni Morelli sar\u00e0 la lezione dell&#8217;esperto francese di anatomia Georges Cuvier. E importante sar\u00e0 la scoperta di Charles Darwin e della sua teoria evolutiva. Le osservazioni dello scienziato britannico sul \u201crapporto tra particolari insignificanti e ricorrenti\u201d nell&#8217;anatomia animale avranno un ruolo significativo nella genesi del sistema  attributivo delle opere d&#8217;arte. Il celebre metodo comparativo di Giovanni Morelli, infatti, come \u00e8 noto, tiene conto proprio di alcuni dettagli minori ma ricorrenti nelle opere di un artista: \u201cmanierismi automatici\u201d tipici di ogni autore (come le mani, le orecchie, i capelli delle figure) e dunque in grado di provarne \u201cscientificamente\u201d l&#8217;identit\u00e0. Negli anni della formazione Giovanni Morelli conosce anche storici dell&#8217;arte come Carl Friedrich von Rumohr, Gustav Friedrich Waagen e Otto M\u00fcndler.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La\ncultura, la lotta, la politica<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Quando Giovanni Morelli fa rientro in Italia \u00e8 il 1840. In quell&#8217;anno italianizza il suo nome (Giovanni Giacomo Lorenzo Morelli) ed entra in contatto a Firenze con lo scrittore Gino Capponi, il drammaturgo Giovan Battista Niccolini, il giurista Giovanni Battista Giorgini, l&#8217;editore e scrittore Giovan Pierto Vieusseux e il poeta Giuseppe Giusti. A spingerlo a Firenze sono le sue ambizioni letterarie \u2013 si cimentava nella scrittura di commedie, anche se con risultati discutibili. Ma a portarlo a Firenze \u00e8 soprattutto l&#8217;intento di studiare il toscano come modello su cui fondare l&#8217;unificazione linguistica dell&#8217;Italia. La questione stava a cuore anche ad amici come Francesco De Sanctis e Alessandro Manzoni. E in Giovanni Morelli sarebbe poi stata superata dalla preoccupazione (complementare alla questione della lingua) di raccogliere il patrimonio artistico in nuovi musei che fossero espressione dell&#8217;identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1844 Giovanni Morelli acquista una propriet\u00e0 a San Fermo, in Brianza, lo fa probabilmente per sfuggire all&#8217;ambiente provinciale dalla borghesia bergamasca. La posizione \u00e8 strategica per gli spostamenti, non lontano da Milano, da Como e da Bergamo. Ma al di l\u00e0 delle idiosincrasie locali, ben pi\u00f9 grave \u00e8 presenza degli austriaci che si fa sempre pi\u00f9  insopportabile per la popolazione di tutto il Lombardo-Veneto. Anche il giovane Morelli freme, e arriva al punto di arruolarsi come volontario nei moti del 1848. Metter\u00e0 a rischio la sua vita in tutte e tre le guerre d&#8217;indipendenza, fino al 1866, inseguendo gli ideali di un nuovo Stato democratico. Nel corso degli anni Giovanni Morelli sar\u00e0 spinto da una passione politica che lo vedr\u00e0 attivo anche nella vita parlamentare, eletto per quattro mandati come deputato nel Parlamento del Regno di Sardegna e in quello dell&#8217;Italia Unita, per poi essere nominato, nel 1873, Senatore a vita.  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Giovanni-Bellini-cfa-782x1024.jpg\" alt=\"Giovanni Bellini\" class=\"wp-image-97260\"\/><figcaption>Giovanni Bellini, Madonna with Child, or Alzano Madonna, oil on panel, about 1487, from Morelli collection, Accademia Carrara, Bergamo \u00a9 Courtesy of the Carrara Academy Foundation, Bergamo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Giovanni-Bellini-cfa-detail2-1024x864.jpg\" alt=\"Giovanni Bellini detail\" class=\"wp-image-97268\"\/><figcaption>Giovanni Bellini, Madonna with Child, or Alzano Madonna (detail), oil on panel, about 1487, from Morelli collection, Accademia Carrara, Bergamo \u00a9 Courtesy of the Carrara Academy Foundation, Bergamo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;arte\ncome identit\u00e0 comune, la collezione Poldi Pezzoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Durante gli anni 50, Giovanni Morelli matura la convinzione che l&#8217;obiettivo politico della liberazione dal dominio straniero vada collegato al progetto di una nuova valorizzazione del patrimonio artistico italiano. In questi anni il critico d&#8217;arte comincia a coltivare l&#8217;idea di ricostruire, in un grande progetto complessivo, la storia delle varie scuole regionali: un&#8217;opera di catalogazione che effettivamente condurr\u00e0 con grande scrupolo ed estensione a partire dal 1866, e per lavorare alla quale rifiuter\u00e0 persino l&#8217;offerta della direzione degli Uffizi di Firenze. \u00c8 sempre negli anni 50 che Giovanni Morelli comincia sistematicamente ad acquistare dipinti, inizialmente da collezioni private di Bergamo, poi da altre citt\u00e0 d&#8217;Italia e d&#8217;Europa, per comporre una propria raccolta personale e anche per conto di amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le prime opere acquistate c&#8217;\u00e8 un Lorenzo Lotto, comprato dagli eredi del vescovo di Bergamo e pagato 362,5 lire (circa il costo di un abbonamento annuale alla Scala di Milano). Nel febbraio 1856 \u2013 come attesta il suo libro dei conti \u2013 chiede a un falegname di realizzare delle casse per il trasporto dei dipinti, poich\u00e9 gli piaceva portare con s\u00e9 qualche quadro durante i suoi lunghi viaggi, tra questi c&#8217;\u00e8 spesso una <em>Madonna con bambino<\/em> del Mantegna. Diverse sono le opere vendute da Giovanni Morelli ad amici e conoscenti, come a Francesco De Sanctis, Federico Frizzoni, Emilio Visconti Venosta, Ludovico Barbiano di Belgiojoso d\u2019Este e soprattutto al patriota e collezionista lombardo Gian Giacomo Poldi Pezzoli, conosciuto probabilmente attraverso il restauratore Giuseppe Molteni. A Poldi Pezzoli, Giovanni Morelli vende cinque importanti dipinti rinascimentali che possedeva dal 1856, a cominciare dal menzionato Mantegna. <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/02\/14\/gian-giacomo-poldi-pezzoli-art-collector\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Qui il link al nostro scritto su Gian Giacomo Poldi Pezzoli (opens in a new tab)\">Qui il link al nostro scritto su Gian Giacomo Poldi Pezzoli<\/a>,<\/p>\n\n\n\n<p>Le idee risorgimentali avvolgono anche le spinte al collezionismo privato. A Giovanni Morelli interessa trasferire a Poldi Pezzoli il progetto di raccogliere un&#8217;importante collezione di pittura quattro-cinquecentesca che sia grado di rappresentare la formidabile tradizione artistica rinascimentale italiana: un intento che acquisisce un forte significato simbolico nel momento in cui il Paese \u00e8 soggiogato dagli austriaci. Nasce anche su questo impulso, negli anni 50, il milanese museo Poldi-Pezzoli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;importanza\ndel restauro<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Giovanni Morelli \u00e8 un sostenitore di una disciplina scientifica del restauro, che non lasci le opere in preda alla tentazione di \u201cammodernamenti\u201d o aggiunte personali da parte dei restauratori. Nel 1880, quando sotto pseudonimo d\u00e0 alle stampe la sua opera sull&#8217;arte italiana delle gallerie di Monaco e Dresda, affronta anche il tema del restauro inteso come strumento per l&#8217;attribuzione dei dipinti: attraverso l&#8217;analisi di brani non alterati \u2013 secondo il <em>connoisseur &#8211; <\/em>si poteva arrivare a una corretta identificazione dell&#8217;autore, mentre un cattivo intervento di conservazione avrebbe potuto cancellare tracce originali e dunque compromettere  l&#8217;identificazione dell&#8217;artefice. In netto anticipo sui tempi, Morelli pensa che la conservazione debba essere affidata non ad artisti ma a professionisti del restauro, materia a proposito della quale aveva le idee chiare gi\u00e0 dagli anni 60. La sua consulenza, per esempio, era stata fondamentale nella stesura della maggiore opera a firma di Secco Suardo sul restauro (uscita in prima edizione nel 1866 e ancora oggi in commercio, per i tipi di Hoepli, con il titolo <em>Il restauratore di dipinti<\/em>).  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Pisanello-685x1024.jpg\" alt=\"Pisanello\" class=\"wp-image-97247\"\/><figcaption>Pisanello, Portrait of Leonello d\u2019Este, tempera on panel, 1441-1444, Accademia Carrara, Bergamo \u00a9 Courtesy of the Carrara Academy Foundation, Bergamo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le\nopere dell&#8217;Accademia Carrara di Bergamo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Nel 1866 Giovanni Morelli inizia alla via del collezionismo anche il cugino Giovanni Melli, componendo per lui, con i propri consigli, una preziosa raccolta. Gli raccomanda per esempio di acquisire una delle pi\u00f9 importanti Madonne con bambino di Giovanni Bellini. Morelli si occupa anche direttamente degli acquisti per il cugino. Raramente compra dagli antiquari. Ottimi affari fa invece al Monte di Piet\u00e0 di Roma, dove compra anche per s\u00e9. Il pi\u00f9 clamoroso affare \u00e8 nel 1871 con la <em>Storia di Virginia romana <\/em>del Botticelli, inventariato al Monte come un dipinto raffigurante cavalieri e un \u201crapimento di monache\u201d. Giovanni Morelli lo collega subito al Botticelli citato sommariamente dal Vasari nel palazzo Giovanni Vespucci a Firenze e ne intende immediatamente l&#8217;immenso valore. Per s\u00e9 il critico acquista capolavori importanti (come il <em>Ritratto di Leonello d&#8217;Este<\/em> di Pisanello, comprato a Londra) alternandoli a quelli che definiva \u201cquadri di simpatia\u201d, opere cio\u00e8 destinate all&#8217;arredamento, spesso di autori minori, fra le quali annoverava un Murillo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/botticelli-1024x534.jpg\" alt=\"Sandro Botticelli\" class=\"wp-image-97244\"\/><figcaption>Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi), The Story of Virginia, tempera on panel, about 1505, Accademia Carrara, Bergamo \u00a9 Courtesy of the Carrara Academy Foundation, Bergamo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/botticelli-detail-948x1024.jpg\" alt=\"botticelli detail\" class=\"wp-image-97263\"\/><figcaption>Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi), The Story of Virginia (detail), tempera on panel, about 1505, Accademia Carrara, Bergamo \u00a9 Courtesy of the Carrara Academy Foundation, Bergamo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo la morte di Melli (1874), Giovanni Morelli entra in possesso dell&#8217;intera sua collezione, che insieme con la propria sarebbe infine stata donata all&#8217;Accademia Carrara di Bergamo, dove ancora oggi \u00e8 esposta con 117 dipinti e 3 sculture tra le quali figurano opere superbe (come quelle di Ambrogio de Predis, Botticelli, Bergognone, Molenaer). Le opere furono ordinate nel 1892 da Gustavo Frizzoni, fedelissimo amico e allievo di Morelli. Ma al momento di ordinare la donazione, Giovanni Morelli aveva gi\u00e0 selezionato soltanto i dipinti di maggiore qualit\u00e0 e importanza: consapevole che all&#8217;Accademia Carrara sarebbero stati esposti insieme con quelli che aveva personalmente consigliato al museo e vicini alla mirabile collezione del grande intenditore Guglielmo Lochis.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli\nscritti e l&#8217;unico discorso<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Giovanni\nMorelli moriva a Milano il 28 febbraio 1891. Lasciava molti amici e\nanche qualche nemico, tra avversari sul terreno della critica d&#8217;arte\n(primo fra tutti Wilhelm von Bode) e della politica. Non tutte le\nidee di Morelli infatti erano condivise dai suoi stessi sodali, come\nil parere favorevole alla pena di morte, la contrariet\u00e0\nall&#8217;allargamento degli aventi diritto al voto e alla libert\u00e0 di\nstampa. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le sue testimonianze scritte, ci sono pervenute due opere fondamentali: <em>Le opere dei maestri italiani nelle Gallerie dei musei di Monaco, Dresda e di Berlino (prima edizione italiana stampata a Bologna nel 1886, tradotta dall&#8217;originale tedesca pubblicata a Lipsia nel 1880) <\/em>e<em> Della pittura italiana. Le Gallerie Borghese e Doria Pamphili, (Milano 1897, a cura di Gustavo Frizzoni; traduzione dell&#8217;edizione di Lipsia del 1890).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Delle sue parole in Parlamento, invece, ci \u00e8 tramandato l&#8217;unico appassionato discorso che egli tenne il 19 luglio del 1862. Il pretesto dell&#8217;intervento era la preoccupazione per collezioni reali dei Savoia, che secondo Giovanni Morelli erano in pericolo per via delle inadeguate misure di custodia e conservazione. In quell&#8217;occasione Morelli allargava il discorso a tutti i beni culturali italiani, mettendo l&#8217;accento sul tema delle esportazioni.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>\u201cEd ora, semprech\u00e8 la Camera me lo permetta, non vorrei lasciare sfuggire questa occasione per chiamare l&#8217;attenzione, la seria attenzione di essa sopra un argomento che mi sembra di grandissima importanza, n\u00e8 a voi certo potr\u00e0 parere futile, e del quale pur troppo fino ad oggi i rappresentanti d&#8217;Italia, di questa terra consacrata dal cielo alle arti belle, non trovarono mai tempo di occuparsene ; intendo dire dello stato di abbandono in cui giacciono i monumenti d&#8217;arte nella penisola. Signori, prima di tutto conviene dissipare una funesta illusione assai diffusa in Italia, cio\u00e8 che anche fuori delle nostre pinacoteche, dovunque, in tutte le citt\u00e0, in tutti i borghi, in tutte le castella, non che nelle case dei privati, per non dire sopra ogni siepe, che per tutto in Italia si trovino disseminati dei tesori artistici. Pur troppo la cosa non ist\u00e0 pi\u00f9 cos\u00ec. In questi ultimi quattro decenni l&#8217;Italia \u00e8 stata spogliata di un grandissimo numero di insigni opere di arte, sia appartenenti a chiese e conventi, sia a privati. (\u2026) N\u00e8 gli stranieri si limitarono soltanto ad esportare dall&#8217;Italia quadri e statue, ma celebri affreschi di una intera cappella, e perfino un palazzo dovette emigrare in Inghilterra. Principi e duchi, conti e marchesi, prelati e canonici tutti da noi andarono a gara nel convertire le avite opere d&#8217;arte dei nostri grandi maestri in oro straniero. (\u2026) Signori, se il nome italiano, anche nei tempi della maggior nostra decadenza e prostrazione nazionale, \u00e8 stato sempre e dovunque rispettato ; se ora la causa italiana trova in tutti i paesi civili s\u00ec care, e a noi s\u00ec proficue simpatie, egli \u00e8 in gran parte perch\u00e8 sulle labbra di tutte le persone anche&#8217;mezzanamente eulte di quei paesi risuonano, simboli di poesia, i sacri nomi di Michelangelo, di Raffaello, del Correggio, di Palladio, eli Canova, e quando pensano all&#8217;Italia essi pensano essenzialmente al paese delle arti belle, alla cui pura e serena immagine svanisce ogni odio nazionale, ogni bassa e serena passione in chi ha il cuore ben fatto\u201d. <\/em> <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nel suo discorso Giovanni Morelli descriveva anche i passi imprescindibili che avrebbero dovuto precedere una radicale riforma delle legge in materia, e invocava nuovi finanziamenti per aumentare il personale e gli interventi conservativi. Ma il suo discorso non ebbe l&#8217;effetto desiderato. Il parlamento, in quella seduta, vot\u00f2 a favore di nuovi fondi destinati alle spese militari anzich\u00e9 a quelle per l&#8217;arte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Molenaer-cfa-789x1024.jpg\" alt=\"Molenaer\" class=\"wp-image-97258\"\/><figcaption>Jan Miense Molenaer, Portrait of a young smoker, oil on canvas, about 1635, from Morelli collection, Accademia Carrara, Bergamo \u00a9 Courtesy of the Carrara Academy Foundation, Bergamo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Molenaer-cfa-detail-1024x869.jpg\" alt=\"Molenaer detail\" class=\"wp-image-97265\"\/><figcaption>Jan Miense Molenaer, Portrait of a young smoker (detail); oil on canvas, about 1635, Accademia Carrara, Bergamo \u00a9 Courtesy of the Carrara Academy Foundation, Bergamo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;eredit\u00e0\ne qualcosa da chiarire<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il metodo attributivo di Giovanni Morelli, che aveva goduto di grande fortuna nel corso dell&#8217;Ottocento e del primo Novecento, era stato in parte accantonato attorno al 1950 perch\u00e9 considerato connesso pi\u00f9 al mercato che non all&#8217;analisi storica (complice forse la risonanza delle imprese di un altro grande conoscitore, Bernard Berenson). Tutt&#8217;oggi, al metodo \u201cscientifico\u201d di Morelli si preferisce quello pi\u00f9 empirico e intuitivo del Cavalcaselle (e poi di Longhi), che tributa importanza non soltanto a pochi singoli dettagli ma anche e soprattutto ai nessi tra le opere d&#8217;arte. Negli ultimi decenni del secolo scorso, comunque, il metodo morelliano ha riguadagnato dignit\u00e0 in particolar modo tra gli studiosi che si occupano di filoni della storia dell&#8217;arte nei quali le opere sono realizzate da maestranze anonime, come nei casi dell&#8217;archeologia classica e dell&#8217;arte asiatica, e dove dunque \u00e8 di supporto nel ricostruire l&#8217;identit\u00e0 e il catalogo di singoli artefici. Nel 2017 il metodo morelliano \u00e8 stato anche documentato come strumento d&#8217;indagine dell&#8217;arte rupestre in Australia.  <\/p>\n\n\n\n<p>A Giovanni Morelli spetta &#8211; com&#8217;\u00e8 ovvio &#8211; un posto di primo piano nella storia della critica d&#8217;arte e dei beni culturali. Resta forse da chiarire un tema: il suo rapporto con il mercato dell&#8217;arte. Infatti, la figura di un Morelli patriota e paladino della valorizzazione dell&#8217;arte nazionale, ostinato fautore di leggi che vietassero le esportazioni, \u00e8 in conflitto talvolta con quella di un <em>connoisseur<\/em> pronto a dispensare consigli d&#8217;acquisto e persino a vendere importanti opere italiane ad amici stranieri, come a Sir Charles Lock Eastlake e ai successivi direttori della National Gallery di Londra. Eventuali nuovi approfondimenti sulla figura di Giovanni Morelli dovranno in futuro togliere opacit\u00e0 a questo aspetto, tutt&#8217;altro che secondario nella vicenda biografica di una figura-chiave dell&#8217;Ottocento non solo italiano.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia:<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>La vita di Giovanni Morelli nell&#8217;Italia del Rinascimento<\/em>, di Jaynie Anderson, Milano, 2019, Officina Libraria (anche nella versione inglese <em>The life of Giovanni Morelli in Risorgimento Italy<\/em>).<\/li><li><em>Accademia Carrara Bergamo. Dipinti del Trecento e del Quattrocento. Catalogo completo<\/em>, a cura di Giovanni Valagussa, Milano, 2018, Officina Libraria.<\/li><li>Camera dei deputati, Portale storico, VIII Legislatura del Regno, 18 febbraio 1861 &#8211; 7 settembre 1865, <a href=\"https:\/\/storia.camera.it\/#nav\">https:\/\/storia.camera.it\/#nav<\/a> <\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Giovanni Morelli, critico d&#8217;arte e politico, spetta un posto di primo piano nella storia dell&#8217;arte. Eccone un ritratto non partigiano, con qualche dubbio sul suo rapporto con il mercato.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":97246,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-97234","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/97234","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/97234\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97246"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}