{"id":97313,"date":"2020-02-26T11:24:18","date_gmt":"2020-02-26T10:24:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=97312"},"modified":"2021-11-19T16:41:52","modified_gmt":"2021-11-19T15:41:52","slug":"simone-peterzano-i-grandi-affreschi-e-la-censura","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/02\/26\/simone-peterzano-i-grandi-affreschi-e-la-censura\/","title":{"rendered":"Simone Peterzano maestro di Caravaggio"},"content":{"rendered":"\n<p>Anche per gli specialisti di storia dell&#8217;arte, quello di Simone Peterzano (Venezia 1535 circa \u2013  Milano 1599) \u00e8 stato per molto tempo poco pi\u00f9 di un nome. Nessuno si interessava a questo pittore tardomanierista che in pi\u00f9 di un&#8217;opera si era firmato allievo di Tiziano. Anzi, quasi nessuno credeva a quell&#8217;apprendistato. Si pensava per lo pi\u00f9 a una millanteria,  l&#8217;ostentazione di un curriculum esclusivo per far colpo sui committenti. Poi, l&#8217;attenzione a Peterzano esplose improvvisamente. Fu nel 1927, quando un giovane storico dell&#8217;arte tedesco, Nikolaus Pevsner, scopr\u00ec un contratto del 1584 nel quale Peterzano si impegnava a tenere in casa e in bottega un apprendista 13enne, garantendogli vitto e alloggio per quattro anni, e assicurandogli che alla fine dell&#8217;apprendistato sarebbe stato in grado di esercitare in maniera autonoma la professione di pittore. Era lo stesso ragazzino a firmare il contratto, il suo nome: Michelangelo Merisi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1692\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/2-adorazione-magi.jpg\" alt=\"Simone Peterzano, \u201cAdoration of the shepherds\u201d, fresco, Milan, Certosa di Garegnano\" class=\"wp-image-97333\"\/><figcaption>Simone Peterzano, \u201cAdoration of the shepherds\u201d, fresco, Milan, Certosa di Garegnano (Santa Maria Assunta in Certosa), presbytery @ Archivio Storico Parrocchia S. Maria Assunta in Certosa &#8211; Daniele Bonelli &#8211; Maddalena Colli<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La scoperta \u00e8 deflagrante. Il mondo dell&#8217;arte scopre che Peterzano, snobbato da quasi tre secoli, era stato il maestro di uno dei pittori pi\u00f9 rivoluzionari tra 500 e 600: Caravaggio. L&#8217;artista sconosciuto diventa cos\u00ec il centro dell&#8217;interesse di molti studiosi; e comincia da quel momento la sua fortuna critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli studi hanno condotto recentemente a nuove scoperte, ben rappresentate dalla prima mostra in Italia su Peterzano, promossa dall&#8217;Accademia Carrara di Bergamo: <em>Tiziano e Caravaggio in Peterzano (<\/em>nelle sale della Gamec fino al 17 Maggio 2020,  a cura di Simone Facchinetti, Francesco Frangi, Paolo Plebani e Maria Cristina Rodeschini). Tra le novit\u00e0 proposte dalla mostra, argomenti a sostegno dell&#8217;origine veneziana del pittore (mentre alcune biografie ancora oggi riportano Bergamo come plausibile luogo di nascita) e ulteriori spunti a favore della veridicit\u00e0 del suo apprendistato nell&#8217;orbita di Tiziano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2311\" height=\"2282\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/5-particolare-adorazione-magi-e1582723199941.jpg\" alt=\"Simone Peterzano, \u201cAdoration of the shepherds\u201d (detail)\" class=\"wp-image-97334\"\/><figcaption>Simone Peterzano, \u201cAdoration of the shepherds\u201d (detail), fresco, Milan, Certosa di Garegnano (Santa Maria Assunta in Certosa), presbytery @ Archivio Storico Parrocchia S. Maria Assunta in Certosa &#8211; Daniele Bonelli &#8211; Maddalena Colli<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Oggi molte sue opere sono in importanti collezioni pubbliche e private. Tra queste, la collezione Maurizio Calvesi di Roma; la Galleria di Palazzo Pitti e la collezione Olivetti Rason a Firenze; il Mus\u00e9e Jeanne d\u2019Aboville a La F\u00e9re e la Galerie Canesso a Parigi;  lo Staatliches Museum a Schwerin; lo Statens Museum for Kunst a Copenaghen; la  Pinacoteca di Brera e il Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco a Milano. Ma sono diverse anche le opere che Simone Peterzano ha realizzato in luoghi pubblici e che ancora oggi si possono vedere in un eccellente stato di conservazione. Eccole in un percorso milanese, con qualche deviazione a Monza, Pavia e Como.<\/p>\n\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/u\/1\/embed?mid=1hS0qxoUtl1zLcuZu1vnlRHra6t2MJrsp\" width=\"640\" height=\"480\"><\/iframe>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-da-venezia-a-milano\"><strong>Da\nVenezia a Milano<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La\npresenza di Simone Peterzano a Milano \u00e8 testimoniata dal 1572.\nL\u2019anno successivo l\u2019artista dipinge due grandi tele per la Chiesa\ndei Santi Paolo e Barnaba. In questi dipinti, il cromatismo brillante\ndenuncia bene la formazione veneziana, ma pi\u00f9 che echi tizianeschi\nla critica ha scorto in queste due opere i ricordi di altri due\ngrandi pittori veneti: Tintoretto e soprattutto Paolo Veronese.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1281\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/8-Nativit\u00e0.jpg\" alt=\"Simone Peterzano, \u201cNativity\u201d\" class=\"wp-image-97335\"\/><figcaption>Simone Peterzano, \u201cNativity\u201d, fresco, Milan, Certosa di Garegnano (Santa Maria Assunta in Certosa), presbytery, @ Archivio Storico Parrocchia S. Maria Assunta in Certosa &#8211; Daniele Bonelli &#8211; Maddalena Colli<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella terra del naturalismo, Peterzano porta le sofisticate suggestioni del colorismo veneto. La scuola lombarda ha appena cominciato a influenzare il suo stile. Ma il pittore in questa data si \u00e8 gi\u00e0 lasciato la Laguna alle spalle, almeno per quanto riguarda la decisione di stabilirsi in Lombardia. A Milano prende casa a Porta Orientale, dove \u00e8 documentato dal 1575, nei pressi di San Babila. E lo spostamento da Venezia a Milano coincide anche con l&#8217;inizio di una serie di importanti commissioni in luoghi sacri della citt\u00e0 che lo terr\u00e0 occupato per tutta la carriera.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-certosa-di-garegnano\"><strong>La\ncertosa di Garegnano<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Nel\n1578 Peterzano lavora al grande cantiere decorativo della Certosa\nmilanese di Garegnano (Santa Maria Assunta in Certosa, in via\nGaregnano 28, a Milano). Qui, affresca il presbiterio, il coro,\nl&#8217;abside e la cupola, per un&#8217;impresa pittorica che diventer\u00e0 la sua\nopera pubblica pi\u00f9 significativa, quella che oggi \u00e8 considerata uno\ndei vertici della sua arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel catino absidale dipinge la bellissima <em>Crocifissione<\/em>, in una composizione tripartita dove la Vergine e San Giovanni sono figure isolate da elementi architettonici mentre la Maddalena \u00e8 ai piedi della croce. Destinate all&#8217;area dell&#8217;abside, appena sotto gli affreschi, completano le tappe simboliche del Nuovo Testamento le tele di Peterzano con  la <em>Resurrezione di Cristo<\/em>, la <em>Vergine in trono con i santi Bruno, Giovanni Battista, Gerolamo e Ambrogio<\/em> e l\u2019<em>Ascensione di Ges\u00f9 al Cielo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Otto angeli con i simboli della Passione sono invece affrescati sulla cupola. Anche qui \u2013 come nella <em>Crocifissione<\/em> &#8211; la composizione si modula sulla ripartizione architettonica. Ogni figura ha un proprio spazio, separata dalle altre grazie agli stucchi dorati che scandiscono la struttura ottagonale, mentre la figura barbuta del Padre Eterno domina al centro dell&#8217;emisfera.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle torsioni dei corpi che infondono movimento alle figure di queste opere, nella energica plasticit\u00e0 e nel forte chiaroscuro, c&#8217;\u00e8 una sorta di michelangiolismo che torna anche nei restanti interventi con i Profeti e le Sibille del tiburio e negli Evangelisti dipinti sulle arcate laterali: soggetti maestosi, questi ultimi, stagliati su di un caldissimo fondo blu-azzurro, e realizzati con una forza e un calore che non si riscontreranno nelle successive opere milanesi di Peterzano.<\/p>\n\n\n\n<p>I lavori nella Certosa si protrarranno fino al 1582. E daranno luogo a un ciclo in perfetto equilibrio tra il cromatismo acceso dell&#8217;educazione veneta e una solennit\u00e0 manieristica senza eccessi, in una sintesi capace di accogliere anche le necessit\u00e0 di decoro e di severit\u00e0 imposte dai precetti di San Carlo Borromeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1582, infatti, l&#8217;Italia \u00e8 in piena Controriforma. Peterzano sa che deve tenere a bada gli slanci erotici e il languore profano delle sue <em>Veneri <\/em>giovanili per non correre il rischio della censura. Non si tratta soltanto di una precauzione dettata dallo spirito dei tempi. Il pittore ha un accordo scritto, firmato il 31 ottobre 1578, con Gabriele de Collis, monaco e procuratore dei certosini. Il contratto \u2013 tra le altre cose \u2013 impone  non soltanto di evitare ogni accenno all&#8217;eros, ma anche di non mostrare alcun lembo di carne scoperto che possa indurre a distrazioni dalla fede. Ogni figura, secondo l&#8217;accordo, dovr\u00e0 essere improntata a un estremo contegno, per  ottenere un effetto globale di ineccepibile solennit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1219\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/20-particolare-ascensione.jpg\" alt=\"Simone Peterzano, \u201cAscension of Jesus\u201d (detail)\" class=\"wp-image-97336\"\/><figcaption>Simone Peterzano, \u201cAscension of Jesus\u201d (detail), oil on canvas, Milan, Certosa di Garegnano (Santa Maria Assunta in Certosa), apse @ Archivio Storico Parrocchia S. Maria Assunta in Certosa &#8211; Daniele Bonelli &#8211; Maddalena Colli<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201c<em>Che tutte le figure humane et massime de santi e sante siano fatte con somma honest\u00e0 et gravit\u00e0 et non ne apaiano petti ne altre membra o parti del corpo non honeste et ogni atto, giesto, garbo, movenza et drappi dei santi siano honestissimi, pudicissimi et pieni d\u2019ogni divina gravit\u00e0 et maest\u00e0\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>La clausola, naturalmente, ricalcava i precetti delle <em>Instructiones Fabricae et Supellectilis ecclesiasticae<\/em> di Carlo Borromeo, cio\u00e8 le celebri istruzioni per la decorazione dei luoghi sacri che l&#8217;arcivescovo di Milano aveva emanato l&#8217;anno precedente. Al termine dei lavori, un gruppo di periti si sarebbe espresso sugli eventuali \u201cerrori dell\u2019arte\u201d, mentre sarebbe toccato al Reverendo padre Priore segnalare \u201cogni errore connesso d\u2019intorno alla divotione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente per Peterzano, il \u201cpool di esperti\u201d esaminatori (costituito dall\u2019architetto  Vincenzo Seregni e dai pittori Aurelio Luini e Giovanni Battista Ferrari) avrebbe poi decretato che quasi nulla in quelle pitture si dovesse correggere. Con grande abilit\u00e0, Peterzano era riuscito nel capolavoro di mettere tutti d&#8217;accordo. Pur assecondando la propria inclinazione al movimento e alla sinuosit\u00e0, egli aveva soddisfatto le rigide esigenze devozionali controriformistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la fortuna di questa impresa non sar\u00e0 cos\u00ec semplice da raggiungere in altri luoghi sacri. Forse l&#8217;irrigidimento degli ispettori ecclesiastici o probabilmente un&#8217;inevitabile rassegnazione del pittore ad assecondare pi\u00f9 in profondit\u00e0 lo spirito controriformistico, introdurranno mutamenti che caratterizzeranno il suo stile dopo gli anni 80 e fino alle ultime opere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-chiesa-dei-santi-paolo-e-barnaba\"><strong>La\nchiesa dei Santi Paolo e Barnaba<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Siamo\nnei primi anni milanesi (1573) quando Simone Peterzano lavora per la\nChiesa dei Santi Paolo e Barnaba (Via della Commenda 1, Milano), una\ndelle sue pi\u00f9 impegnative commissioni in citt\u00e0. Qui realizza due\ngrandi tele a olio (350 x 415 cm) con <em>La\n Vocazione dei Santi Paolo e Barnaba<\/em>\ne  <em>I\nSanti Paolo e Barnaba a Listra<\/em>.\nLa pittura di Peterzano, in queste opere, denuncia tutta la sua\ndiversit\u00e0 dalla scuola della pittura lombarda. Ma il suo stile non\npu\u00f2 certo essere liquidato con un semplice riferimento alla scuola\nveneta. Come ha scritto Simone Facchinetti,  \u201cNella <em>Vocazione\ndei Santi Paolo e Barnaba<\/em>\nc\u2019\u00e8 una figura in primo piano, vista di spalle che mostra una\ncalvizie incipiente. Isolata dal resto sembra di vedere un brano\ncaravaggesco, <em>ante\nlitteram<\/em>.\n\u00c8 un esempio della straordinaria tensione verso il dato naturale che\nanimer\u00e0 Peterzano, almeno fino al cantiere della Certosa di\nGaregnano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"712\" height=\"644\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Peterzano_02_Vocazione.jpg\" alt=\"Simone Peterzano, \u201cVocation of saints Paul and Barnaba\u201d\" class=\"wp-image-97339\"\/><figcaption>Simone Peterzano, \u201cSaints Paul and Barnabas in Listra\u201d, 1573-74, oli on canvas, Milan, chiesa dei Santi Paolo e Barnaba<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma a differenza delle opere per la Certosa di Garegnano, che avevano soddisfatto gli esigenti ispettori di Carlo Borromeo, queste tele devono fare i conti con la censura. A sette anni dalla loro realizzazione e collocazione all&#8217;interno della chiesa, nel 1580, finiscono nel mirino delle autorit\u00e0 ecclesiastiche, che ordinano di correggere tutti gli aspetti \u201cindecorosi e sconvenienti\u201d. Peterzano viene dunque richiamato al lavoro affinch\u00e9 entro un mese copra le \u201cindecenti nudit\u00e0\u201d e ridipinga i ritratti delle persone ancora in vita al fine di renderli irriconoscibili.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201csiano coperte le indecenti nudit\u00e0 di quelle immagini che sono sopra li quadroni in chiesa; raconciando ancora le imagini de viventi in tal modo che non rappresentino pi\u00f9 quelli\u201d.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, per esempio, ne <em>Il miracolo dei Santi Paolo e Barnaba a Listra<\/em>, alla figura femminile chinata in avanti con una fascina di legna viene aggiunto uno sbuffo di panneggio che possa coprire la \u201cscabrosa\u201d la nudit\u00e0 della spalla. Al personaggio, certamente un ritratto di un gentiluomo contemporaneo, che compare  alle spalle del Sacerdote di Zeus viene aggiunto un incongruo turbante al fine di renderlo irriconoscibile. Anche le altre figure vengono ritoccate da Peterzano, tranne una: l\u2019uomo ancora piuttosto giovane che compare vestito secondo la moda del tempo, con un cappello e una veste nera, con una vistosa gorgiera di lattuga bianca e con gli occhi puntati dritti verso quelli di chi guarda il quadro. \u00c8 del tutto probabile che si tratti del volto di Peterzano, e che il pittore \u2013 in uno scatto di orgoglio e ribellione \u2013 si sia rifiutato di censurare almeno il proprio autoritratto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"711\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Peterzano_01_Listri.jpg\" alt=\"Simone Peterzano, \u201cSaints Paul and Barnabas in Listra\u201d\" class=\"wp-image-97338\"\/><figcaption>Simone Peterzano, \u201cSaints Paul and Barnabas in Listra\u201d, 1573-74, oli on canvas, Milan, chiesa dei Santi Paolo e Barnaba<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 di questi aspetti resta il fatto che le due grandi tele del 1573, come nota Francesco Frangi, \u201ccostituiscono forse il raggiungimento pi\u00f9 spettacolare della pittura milanese del tempo. Il restauro da poco concluso ha mostrato una qualit\u00e0 esecutiva straordinaria, capace di contaminare il colorismo dei veneziani con gli studi dal vero dei fenomeni luministici, tipici della tradizione figurativa lombarda\u201d.  <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-chiesa-di-san-maurizio-al-monastero-maggiore\"><strong>La\nchiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Di poco anteriori alla realizzazione dei due teleri per la chiesa dei Santi Paolo e Barnaba, sono gli affreschi in San Maurizio al Monastero Maggiore (Corso Magenta 15), che i documenti consentono di datare con precisione al 1572-1573: siamo dunque di fronte alla prima commissione pubblica di Peterzano a Milano. Qui il pittore esegue la decorazione della facciata interna con due scene e le rispettive lunette ai lati dell&#8217;ingresso. Si tratta di due affreschi raffiguranti il <em>Ritorno del figliol prodigo<\/em> e la <em>Cacciata dei mercanti dal Tempio<\/em>. Quest&#8217;ultimo, in particolare, ha un soggetto ideale per trarne una rappresentazione teatrale ed enfatica, che ancora una volta possa far emergere la sensibilit\u00e0 tardomanierista di Peterzano per il movimento. Lo si vede soprattutto nel gesto di Ges\u00f9 che, forse per l&#8217;unica volta in tutto il Nuovo Testamento, reagisce con estrema energia entrando nel Tempio e trovandovi i mercanti. Come ha notato Simone Facchinetti:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201c<em>Il pittore si \u00e8 presentato all\u2019appuntamento armato dei migliori propositi, realizzando una delle sue opere pi\u00f9 memorabili. Nelle scene narrative c\u2019\u00e8 una retorica dei gesti chiara e magniloquente. Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, con la sua reazione violenta, scatena un movimento irrefrenabile di cose, animali e persone. C\u2019\u00e8 chi capitombola per terra, chi fugge con gli armenti e chi mette al sicuro i denari. Anche nel Ritorno del figliol prodigo i due attori principali sono il motore della storia, la animano col loro abbraccio enfatico e fanno partire un\u2019ondata emotiva di reazioni a catena. Sono entrambi episodi di grande impatto scenografico dove tutto \u00e8 in fibrillante movimento\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>La chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore \u00e8 un meraviglioso cantiere decorativo che contiene opere notevoli di altri maestri di primo piano nella Milano dell\u2019intero 500. Tra questi,  i cicli a firma di Bernardino Luini e dei suoi figli collocati rispettivamente sulle pareti del tramezzo della navata e nelle cappelle laterali. Tutti gli affreschi, compresi quelli di Peterzano, sono stati oggetto di un recente restauro che ha riportato la chiesa tra le pi\u00f9 suggestive tappe di un percorso nell&#8217;arte rinascimentale a manierista a Milano.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-altre-opere-tra-milano-monza-pavia-e-como\"><strong>Altre\nopere tra Milano, Monza, Pavia e Como<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Peterzano\navrebbe realizzato diverse altre opere su tela per luoghi sacri\nmilanesi, molte delle quali sono ancora nella sede della loro\ndestinazione originaria. Tra le altre, quelle nella chiesa di Santa\nMaria della Passione a Milano (Via Vincenzo Bellini, 2) dove pi\u00f9\nevidenti, in termini stilistici, sono i contatti con le opere di\nAntonio Campi, in particolare nell&#8217;<em>Assunzione\ndella Vergine<\/em>\n(del 1587) nella sesta cappella. Nella stessa chiesa sono ancora\ncustodite la tela con <em>Madonna\ncol Bambino e Sante<\/em>\ne quella con l&#8217;<em>Annunciazione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1375\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Peterzano_03_Assunzione.jpg\" alt=\"Simone Peterzano, \u201cAssumption of the Virgin\u201d\" class=\"wp-image-97341\"\/><figcaption>Simone Peterzano, \u201cAssumption of the Virgin\u201d, oil on canvas, about 1587, Milan, chiesa di Santa Maria della Passione<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9\no meno allo stesso periodo sono databili gli interventi nella Chiesa\ndi Sant&#8217;Angelo a Milano (Piazza Sant&#8217; Angelo, 2): un ciclo di\naffreschi nell\u2019ottava cappella a destra, con il <em>Padre\nEterno in gloria fra gli angeli<\/em>\nnella volta e le scene alle pareti con il <em>Miracolo\ndella Mula<\/em>\ne la <em>Predicazione\ndi Sant&#8217;Antonio<\/em>.\nNella stessa chiesa, ma oggi custodita nella sagrestia, \u00e8 la tela\ndella <em>Sacra\nfamiglia con le nozze mistiche di Santa Caterina <\/em>(databile\nintorno al 1579).<\/p>\n\n\n\n<p>Per l&#8217;ex chiesa di San Paolo Converso (in piazza Sant&#8217;Eufemia 1 a Milano, <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"qui il link al nostro scritto sullo straordinario ciclo pittorico che l'edificio, oggi sede della Fondazione Converso, conserva (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2020\/02\/03\/micheal-dean-artist-converso\/\" target=\"_blank\">qui il link al nostro scritto sullo straordinario ciclo pittorico nell&#8217;edificio che oggi \u00e8 sede della Fondazione Converso<\/a>), Peterzano aveva dipinto una tela con <em>La Pentecoste<\/em>, oggi conservata nella vicina Basilica di Sant&#8217;Eufemia. Per la distrutta chiesa di Santa Maria della Scala aveva invece dipinto la<em> Piet\u00e0 <\/em>(o deposizione dalla croce) oggi conservata in San Fedele (Piazza San Fedele 4 a Milano), un dipinto nel quale, come ha notato Maurizio Calvesi, vale la pena prestare attenzione al tema della luce:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Gi\u00e0 carica a San Barnaba, [la luce] qui diviene violenta. Si allarga nella figura distaccata del Cristo, in modo uniforme, senza contrazioni, ma concorrendo con la sua qualit\u00e0 corrosiva a rendere struggente il modellato del corpo; sbatte invece improvvisa, con brusche interruzioni, sul volto dello stesso Cristo, sui volti e sulle vesti delle pie donne; incide come un solco acuto la spalla ricurva del Giuseppe d&#8217;Arimatea, ne dissolve il braccio sinistro in una macchia frizzante che sbava i margini scuri della chioma del Cristo; brucia, seguendo un andamento filiforme, l&#8217;ampia curva del manto della Maddalena. Il colore (questa volta marcatamente veronesiano), sontuoso e piacevole, d&#8217;innegabile maestria, \u00e8 chiamato ad assolvere, a palese smentita di ogni autentica concentrazione drammatica, la sua abituale funzione decorativa.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"932\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/Peterzano_04_Piet\u00e0.jpg\" alt=\"Simone Peterzano, \u201cLamentation over the dead Christ\u201d\" class=\"wp-image-97344\"\/><figcaption>Simone Peterzano, \u201cLamentation over the dead Christ\u201d, oil on canvas, about 1585-1590, Milan, chiesa di San Fedele<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli anni tardi della vita del pittore ci portano appena fuori Milano. A Pavia, nella Chiesa di Santa Maria di Canepanova (via Defendente Sacchi 15), \u00e8 di Peterzano la pala d&#8217;altare della cappella di destra: una <em>Nativit\u00e0 con Sant&#8217;Antonio da Padova. <\/em>A Monza, nella Chiesa del Carrobiolo (Piazza Carrobiolo) \u00e8 conservata la pala con la<em> Sacra Famiglia con san Giovannino, santa Elisabetta e i santi Pietro e Paolo, <\/em>mentre un&#8217;altra pala conla <em>Gloria di Ognissanti<\/em>, in origine nella chiesa,\u00e8 oggi nel vicino convento<em>. <\/em>A Como, un&#8217;opera di Peterzano \u00e8 invece nella Chiesa di Sant&#8217;Agostino <em>(<\/em>Piazza Giovanni Amendola, 22): una pala con una <em>Madonna col Bambino e santi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo stile di Peterzano in queste opere risulta cambiato rispetto agli anni dell&#8217;esordio milanese. Nella Certosa di Garegnano (dove gli affreschi furono conclusi nel 1582), le figure apparivano ancora piene di tono, con la muscolatura in evidenza, modellata su un&#8217;anatomia vigorosa e robusta. Ma dopo gli anni 80 il suo stile muta. I colori diventano pi\u00f9 freddi, la tavolozza si fa meno ricca, anche le forme cambiano progressivamente per divenire via via pi\u00f9 semplici. Dalla met\u00e0 degli anni 80, la modulazione dei corpi inizier\u00e0 a perdere presenza e struttura fisica, e in alcuni casi sfiorer\u00e0 uno stile addirittura evanescente. Peterzano, insomma, nella seconda parte del suo periodo milanese non sar\u00e0 pi\u00f9 il forestiero che portava in Lombardia gli echi di Tiziano: la Controriforma sarebbe penetrata nel suo pennello determinando significativamente l&#8217;approccio coloristico e formale.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni della sua carriera, Peterzano aveva realizzato anche una importante pala con <em>Sant&#8217;Ambrogio tra i santi Gervasio e Protasio<\/em> (1592) per l&#8217;altare di Sant&#8217;Ambrogio nel Duomo di Milano, opera che oggi \u00e8 conservata nella Pinacoteca Ambrosiana. Infine, sappiamo che il 25 e 30 giugno 1596 ricevette i pagamenti per un&#8217;<em>Annunciazione,<\/em> un&#8217;opera che \u00e8 stata a lungo identificata, in modo erroneo, con una tela coeva di analogo soggetto del pittore custodita nell&#8217;Oratorio di San Matteo della Banchetta a Milano. Purtroppo, essendo San Matteo della Banchetta una chiesa privata, non \u00e8 accessibile al pubblico. E quel limite fisico, che ci fa fermare sul sagrato, segna anche il confine temporale dell&#8217;attuale conoscenza su Simone Peterzano: dopo la realizzazione di quell&#8217;opera, infatti, di lui si perde ogni traccia fino all\u2019atto di morte del 1599. Esattamente l\u2019anno in cui l\u2019allievo Caravaggio, a Roma, riceveva la sua prima commissione pubblica: le spettacolari tele della cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-bibliografia\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>La Certosa di Garegnano<\/em>, di M. Colli, R. Gariboldi, A. Manzoni, editore Biblioteche Pubbliche Milano, 1989. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>Aggiunte a Simone Peterzano<\/em>, di C. Baroni, in <em>L&#8217;Arte<\/em>, n.IV; XLIII, 1940, pp.173-188. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>Simone Peterzano. Maestro del Caravaggio<\/em>, di M. Calvesi, in Bollettino d\u2019Arte, s. 4, XXXIX (1954), pp. 114-133. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>Simone Peterzano, <\/em>di A. Morassi, in Bollettino dell&#8217;Arte, XXVIII (1934). <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>Peterzano. Allievo di Tiziano, maestro di Caravaggio<\/em> (catalogo della mostra a Bergamo, Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, 6 febbraio \u2013 17 maggio 2020, a cura di S. Facchinetti, F. Frangi, P. Plebani, M. C. Rodeschini), Skira, Milano, 2020. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>La pittura in Italia \u2013 Il Cinquecento<\/em>, AA. VV., a cura di G. Briganti, Electa, Milano, 1988. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li> <em>Gli affreschi della Certosa di Garegnano<\/em>, a cura di M. Gregori, Amilcare Pizzi, Milano, 1973. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Simone Peterzano \u00e8 stato allievo di Tiziano e ha insegnato l&#8217;arte a Michelangelo Merisi. La sua pittura ha dovuto fare i conti con la Chiesa. Un viaggio tra le sue opere pubbliche.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":97334,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[904],"class_list":["post-97313","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered","tag-simone-peterzano"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/97313","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/97313\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97334"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}