{"id":98121,"date":"2020-04-15T16:55:38","date_gmt":"2020-04-15T14:55:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=98121"},"modified":"2020-04-16T16:57:03","modified_gmt":"2020-04-16T14:57:03","slug":"kasimir-malevic-pigrizia","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/04\/15\/kasimir-malevic-pigrizia\/","title":{"rendered":"La profezia di Kasimir Malevi\u010d che onora la pigrizia"},"content":{"rendered":"\n<p>Non sar\u00e0 la bellezza, bens\u00ec la pigrizia a salvare il mondo. Andr\u00e0 davvero cos\u00ec, come teorizzava un secolo fa Kasimir Malevi\u010d? Oggi, mentre gran parte del pianeta combatte contro l&#8217;emergenza sanitaria, ci si prepara timidamente a immaginare anche gli scenari futuri, a dare una forma plausibile alla parola \u201cripartenza\u201d, a figurarsi il nuovo grado zero dei rapporti sociali, professionali, economici, culturali, artistici. Diventa allora attualissima, in questa circostanza, la figura di Malevi\u010d, il pittore e teorico russo che ha improntato tutta la sua esistenza, la sua arte e i suoi diversi scritti alla definizione di un nuovo grado zero dell&#8217;arte e della societ\u00e0: in una parola, ci\u00f2 che l&#8217;artista chiamava \u201cSuprematismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che Malevi\u010d intendeva per \u201cgrado zero\u201d era il punto nel quale \u2013 in pittura \u2013 tutte le associazioni oggettive e psicologiche pervenivano al silenzio. Il mondo oggettivo (della pittura ottocentesca, o del realismo impressionistico diffuso in Europa nei primissimi anni del Novecento) e la sua immagine riflessa nell&#8217;interiorit\u00e0 dell&#8217;artista (in autori come Kandinskij) dovevano svanire in quella che Malevi\u010d chiamava \u201cNon-oggettivit\u00e0\u201d. I quadri di Malevi\u010d diventavano cos\u00ec non opere di pensiero ma \u201cpuri prodotti di meditazione e puri oggetti di contemplazione: icone del nuovo modo di sentire il mondo\u201d (W. Haftmann).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"1301\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/04\/10.08.jpg\" alt=\"Kazimir Malevi\u010d\" class=\"wp-image-98126\"\/><figcaption>Kazimir Malevi\u010d, <em>Woman who prays<\/em>, 1910-1911, pencil on paper; 18.6 x 14.2 cm. Saint Petersburg, Russian State Museum, inv. R-25044.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Oltre che nelle opere di pittura, quel \u201cnuovo modo di sentire il mondo\u201d era stato espresso da Malevi\u010d in diversi scritti. Uno di questi \u00e8 particolarmente utile alla nostra analisi, ed \u00e8 stato scritto di getto nel 1921 con il curioso titolo <em>La pigrizia come verit\u00e0 effettiva dell&#8217;uomo<\/em>. Come ogni opera teorica, anche questa \u00e8 fortemente debitrice delle particolari circostanze storiche in cui \u00e8 stata prodotta. Prima di cercare un rapporto con la nostra attualit\u00e0, dunque, conviene \u2013 seppure brevemente \u2013 ricordarne il contesto, magari tenendo presente che del valore pigrizia parla anche un un economista come Richard Thaler nel suo <em>Misbehaving: The Making of Behavioral Economics<\/em>, il libro che nel 2015 gli \u00e8 valso il premio Nobel. Ricordando un episodio accadutogli in compagnia dell&#8217;amico e collega Daniel Kahneman (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2017\/01\/10\/daniel-kahneman-visual-arts\/\" target=\"_blank\">altro premio Nobel, qui il link al nostro scritto su di lui<\/a>), nella breve prefazione al libro Thaler esprime un concetto fondamentale:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>What? Really? I would never deny being lazy, but did Danny [Kahneman] think that my laziness was my single best quality? I started waving my hands and shaking my head madly but Danny continued, extolling the virtues of my sloth. To this day, Danny insists it was a high compliment. My laziness, he claims, means I only work on questions that are intriguing enough to overcome this default tendency of avoiding work. Only Danny could turn my laziness into an asset. But there you have it. Before reading further you should bear in mind that this book has been written by a certifiably lazy man. The upside is that, according to Danny, I will only include things that are interesting, at least to me.<\/em><\/p><p>Richard H. Thaler, Misbehaving, 2015.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Esattamente come accade per noi oggi, la chiamata a un nuovo modo di sentire il mondo era arrivata a Malevi\u010d da un cambiamento profondo, destinato a modificare meccanismi di produzione e di relazione: la Rivoluzione d&#8217;ottobre. Le scosse telluriche che anticipavano quell&#8217;evento epocale scuotevano gli artisti alla ricerca di nuovi linguaggi gi\u00e0 nel 1905, quando Malevi\u010d aveva appena completato gli studi alla Scuola di Pittura, Plastica e Architettura di Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel periodo, la pittura europea veniva saccheggiata alla ricerca di nuove chiavi espressive. Nel 1910 penetra in Russia il Futurismo italiano (cui Malevi\u010d sar\u00e0 fortemente debitore, insieme con il cubismo) ma in generale il contatto con l&#8217;arte europea, soprattutto francese, \u00e8 l&#8217;alimento che nutre tutta la giovane arte russa (moltissimi i debiti nei confronti di Tardo-Imprssionismo, Divisionismo, Fauvismo, e Cubismo, appunto). Malevi\u010d vive in questo clima, e la costruzione formale dei suoi quadri comincia presto a svincolarsi dai presupposti oggettivi. Tra il 1913 e il 1915 nascono i primi dipinti dichiaratamente suprematisti, come il celeberrimo <em>Quadrato nero su fondo bianco<\/em>, definito da Malevi\u010d \u201cla nuda icona senza cornice del mio tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1204\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/04\/9c.04.jpg\" alt=\"Kazimir Malevi\u010d\" class=\"wp-image-98127\"\/><figcaption>Kazimir Malevi\u010d, <em>Head<\/em>, 1928-1929, oil on canvas; 61 x 41 cm. Saint Petersburg, Russian State Museum, inv. \u017d-9498.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il gesto con il quale Malevi\u010d riconduce gli elementi formali al loro punto zero deriva anche dalla comparsa di un radicalismo completamente nuovo nel rapporto con il mondo, \u00e8 quanto Malevi\u010d definisce \u201cl&#8217;esperienza della non-oggettivit\u00e0\u201d. Come ha spiegato Werner Hafmann, \u201cMalevi\u010d ritiene che un integrale riconoscimento di questa esperienza possa comportare una radicale trasformazione della percezione del mondo, e imporre la visione di un nuovo principio, atto a ristabilire la diretta comunicazione con la totalit\u00e0 del mondo e a far ritornare l&#8217;uomo all&#8217;unit\u00e0 originaria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una visione ontologica cos\u00ec radicale, per quanto criptica, non poteva che suscitare le simpatie incondizionate della nuova classe dirigente russa. Il Suprematismo di Malevi\u010d \u2013 dopo il 1917 &#8211; si aggiudica subito la patente di \u201cstile rivoluzionario\u201d. L&#8217;artista viene chiamato a insegnare alla Scuola Statale d&#8217;Arte di Mosca e dal 1919 anche a Vitebsk. Ma presto cominceranno gli attacchi contro la sua visione artistica e politica, e le critiche da parte delle istituzioni diventeranno sistematiche dal 1921. Con la promulgazione della Nuova Politica Economica, infatti, nelle intenzioni della classe dirigente, l&#8217;arte doveva \u201cservire il popolo\u201d, prendere la forma del Realismo Eroico. E l&#8217;arte di Malevi\u010d non era certo adatta agli scopi della nuova propaganda di regime. Cos\u00ec, gi\u00e0 dal 1919 l&#8217;artista sar\u00e0 costretto a difendere la sua pittura con una serie di scritti anche violenti, pi\u00f9 o meno direttamente rivolti contro la delusione nei confronti del nuovo e imperante materialismo dialettico, o per usare le sue parole: contro la \u201cfilosofia marxista della greppia\u201d. La sua resistenza al nuovo regime non avr\u00e0 posa. Kasimir Malevi\u010d avrebbe continuato a lottare per la sua arte e la sua utopia fino alla morte (nel 1935).<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano formale, Malevi\u010d \u00e8 stato il punto di approdo di tutte le ricerche che si sono sviluppate in Russia nel primo e secondo decennio del Novecento (da Kandinskij a Pevsner, da Lizickij a Tatlin e Larinov). E sempre sul piano formale, se in Europa diversi artisti si muovevano in una simile direzione \u2013 pur con esiti diversi \u2013, \u00e8 anche vero che senza il contributo pionieristico di Malevi\u010d, lo sviluppo dell&#8217;arte Concreta (da Teo van Doesburg al gruppo Abstraction-Cr\u00e9ation), con tutte le sue importanti conseguenze sull&#8217;architettura e sulla forma del nostro ambiente, avrebbero incontrato molte difficolt\u00e0 nella stessa Europa centrale. (W. Haftmann).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"968\" height=\"1102\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/04\/9a.06.jpg\" alt=\"Kazimir Malevi\u010d\" class=\"wp-image-98124\"\/><figcaption>Kazimir Malevi\u010d, <em>Supremus n. 58<\/em>, 1915-1916, oil on canvas; 79.5 x 70.5 cm. St. Petersburg, Museum Russian State Road, inv. \u017dB-1687.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Suprematismo \u00e8 una poetica con radici nel pensiero orientale che aspira a un sapere cosmico e a una versione universale dell&#8217;arte (L. P. Finizio). D&#8217;altro canto, in termini pi\u00f9 terreni, per Malevi\u010d l&#8217;arte \u00e8 la realizzazione esemplare di un progetto esistenziale, un modello che si pone come \u201calternativa alla linea di sviluppo storico dell&#8217;umanit\u00e0 e postula la necessit\u00e0 di una rottura radicale secondo un progetto di esistenza radicalmente diverso\u201d (F.Rosso). Ma qual \u00e8 questo progetto di esistenza?<\/p>\n\n\n\n<p>Malevi\u010d lo rivela soprattutto nei suoi scritti sul Suprematismo, ma anche in libelli come<em> La pigrizia come verit\u00e0 effettiva dell&#8217;uomo<\/em>, scritto nel 1921 in risposta polemica alla direzione politica persa dalla Russia dopo la Rivoluzione. In quel momento storico, per Malevi\u010d n\u00e9 capitalismo n\u00e9 il marxismo-leninismo potevano consentire la nascita di un \u201cuomo nuovo\u201d. Per l&#8217;artista e teorico, abolito il primo modello, andava superato anche il secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, com&#8217;\u00e8 ovvio, ci troviamo in condizioni assai diverse \u2013 e del tutto incomparabili &#8211; da quelle della Russia post-rivoluzionaria; tuttavia un punto comune con il sentire di Malevi\u010d a quel tempo si pu\u00f2 individuare: siamo in uno di quegli snodi della storia in cui le forme economiche e sociali, cos\u00ec come le visioni politiche, devono fare i conti con una sorta di \u201cgrado zero\u201d e immaginare le formule di funzionamento di un nuovo mondo, in un tempo nel quale si fanno pi\u00f9 urgenti le questioni legate alle diseguaglianze sociali, al welfare state, e al ruolo della tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Malevi\u010d nel suo libello fa riferimento a due temi che sono cruciali anche per i nostri giorni: il primo \u00e8 quello che noi chiamiamo \u201cdecrescita\u201d, il secondo \u00e8 relativo all&#8217;importanza delle \u201cmacchine\u201d. L&#8217;argomento della decrescita, fortemente dibattuto in Occidente negli ultimi vent&#8217;anni, aveva perso negli ultimi anni la sua carica propositiva, ma torna adesso d&#8217;attualit\u00e0 in una luce del tutto nuova, meno ammantata di ideologia e pi\u00f9 improntata al pragmatismo. Il discorso sulle \u201cmacchine\u201d, invece, che per Malevi\u010d era usato in chiave di liberazione dal lavoro, si ripropone a noi nei termini di intelligenza artificiale e di algoritmi, ripensati nella nuova funzione di strumenti per contrastare le epidemie e proteggere la popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Proponiamo dunque qualche brano del pamphlet di Malevi\u010d. Ma con due avvertenze. La prima riguarda il titolo, dove il termine pigrizia va inteso pi\u00f9 che altro come \u201cnon-attivit\u00e0\u201d (cos\u00ec compare in alcune traduzioni). Non vale qui la contrapposizione latina di<em> Otium-Negotium<\/em>, perch\u00e9 l&#8217;<em>Otium<\/em> \u00e8 una categoria connessa al pensiero, e nel russo Malevi\u010d tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u201ccoscienza\u201d \u00e8 sempre visto con diffidenza (basterebbe ricordare i classici della letteratura russa per rendersene conto). Nella pigrizia o non-attivit\u00e0 di Malevi\u010d non \u00e8 indicata la vita contemplativa in contrapposizione a quella lavorativa. La non-attivit\u00e0 nella vita, per Malevi\u010d , corrisponde alla non-oggettivit\u00e0 in arte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 inutile cercare una logica cristallina nella parole che leggerete di Malevi\u010d \u2013 ed \u00e8 questa la seconda avvertenza &#8211; perch\u00e9 semplicemente non c&#8217;\u00e8. L&#8217;autore anelava a una nuova utopia, e per questo poneva nuove domande. Le risposte, invece, le aveva gi\u00e0 date tutte: nei suoi tanti dipinti.<\/p>\n\n\n\n<p>Da<em> La pigrizia come verit\u00e0 effettiva dell&#8217;uomo<\/em>, di Kasimir Malevi\u010d<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>(\u2026) \u201cLa pigrizia \u00e8 la madre di tutti i vizi\u201d, \u00e8 cos\u00ec che l\u2019umanit\u00e0, di qualunque parte del mondo, ha stigmatizzato questa particolare attitudine dell\u2019uomo. Questa accusa contro l\u2019inazione mi \u00e8 sempre sembrata ingiusta. Per quale motivo il lavoro \u00e8 cos\u00ec portato sugli allori, lodato e persino glorificato, e l\u2019indolenza inchiodata al palo? Perch\u00e9 i pigri nel loro insieme sono coperti di obbrobrio, marcati da un sigillo di infamia, mentre qualunque lavoratore \u00e8 votato alla gloria, agli onori, alle ricompense? Ho sempre pensato che dovrebbe essere esattamente al contrario: il lavoro dovrebbe essere maledetto, come ci insegnano le leggende sul paradiso, mentre il non fare dovrebbe essere lo scopo essenziale dell\u2019uomo. (&#8230;)<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>(\u2026) Per sfuggire alla morte, l\u2019uomo inventa organizzazioni, sistemi di vita dove tutti lavorerebbero e non vi sarebbe un solo inattivo. Ecco perch\u00e9 il socialismo, ed il suo sbocco \u2013 il comunismo, fa impallidire tutti i sistemi che sono esistiti prima di lui: l\u2019umanit\u00e0 tutta intera seguir\u00e0 un solo sentiero laborioso e non vi sar\u00e0 pi\u00f9 un solo inattivo. Ecco perch\u00e9 la legge pi\u00f9 crudele di questo sistema umano stipula: \u201cChi non lavora non mangia\u201d, ecco perch\u00e9 il comunismo \u00e8 ossessionato dal capitalismo, perch\u00e9 esso genera degli \u201cindolenti\u201d dato che il denaro conduce a colpo sicuro alla pigrizia&#8230; (&#8230;)<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>(\u2026) Nel sistema laborioso comune ognuno si trova confrontato alla morte, ognuno non ha che un solo obiettivo: trovare un\u2019ancora di salvezza nel lavoro, nella produzione, sotto pena di morire di fame. Questo sistema socialista del lavoro progetta nella sua azione, certo inconscia, di mettere al lavoro tutta l\u2019umanit\u00e0 per accrescere la produzione, per garantire la sicurezza, per rinforzare l\u2019umanit\u00e0 e, attraverso la sua capacit\u00e0 di produrre, affermare il suo \u201cessere\u201d. Certo, questo sistema, che non si preoccupa dell\u2019individuo, ma di tutta l\u2019umanit\u00e0, \u00e8 incontestabilmente giusto. Ma anche il sistema capitalista lo \u00e8. Esso offre lo stesso diritto al lavoro, la stessa libert\u00e0 dal lavoro, di accumulazione del denaro nelle banche per garantirsi l\u2019inattivit\u00e0 nel futuro e presuppone dunque che il denaro \u00e8 questo segno, segno che sedurr\u00e0 perch\u00e9 porter\u00e0 la felicit\u00e0 del far niente alla quale, in realt\u00e0, ciascuno mira. In verit\u00e0 questa \u00e8 la ragione d\u2019essere della moneta. Il denaro non \u00e8 altro che un piccolo pezzo di \u201criposo\u201d. (&#8230;)<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>L&#8217;inattivit\u00e0 come verit\u00e0 effettiva dell\u2019uomo<\/em>, Kasimir S. Malevi\u010d, Asterios, 2012, Traduzione italiano e cura di Maurizio Costantino.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>La pigrizia come verit\u00e0 effettiva dell&#8217;uomo<\/em>, Kazimir Malevi\u010d, Il Melangolo, 1999, Traduzione italiano e cura di Mario Alessandro Curletto.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>Suprematismo<\/em>, Kasimir Malevi\u010d, De Donato Editore, 1969.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>L&#8217;Astrattismo costruttivo \u2013 Suprematismo e Costruttivismo<\/em>, di Luigi Paolo Finizio, Editori Laterza, 1990.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un secolo fa Kasimir Malevi\u010d teorizzava il valore della pigrizia contrapponendolo a quello del lavoro. 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