{"id":98624,"date":"2020-05-18T10:33:23","date_gmt":"2020-05-18T08:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=98624"},"modified":"2020-05-20T18:35:44","modified_gmt":"2020-05-20T16:35:44","slug":"cinque-autoritratti-per-lera-della-sorveglianza","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/05\/18\/cinque-autoritratti-per-lera-della-sorveglianza\/","title":{"rendered":"Cinque autoritratti per l&#8217;era della sorveglianza"},"content":{"rendered":"\n<p>Quali misteri si nascondono dietro un autoritratto? Ogni epoca ha i propri segreti. Oggi, per esempio, in un tempo nel quale gli autoritratti &#8211; massificati e digitali &#8211; si chiamano &#8220;Selfie&#8221;, s&#8217;addensano sempre pi\u00f9 ombre sulla loro reale funzione. L&#8217;anno scorso, la giornalista di <em>Wired<\/em> Kate O&#8217;Neill aveva scatenato parecchie polemiche con un semplice tweet. Retweettato pi\u00f9 di 10 mila volte in poche ore, <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/twitter.com\/kateo\/status\/1084199700427927553\" target=\"_blank\">il suo messaggio<\/a> avanzava il sospetto che tutte le immagini di coloro che sui social accettano la <em>10 years challenge<\/em> (posto una foto di me di 10 anni fa, e una di oggi) possano essere estratte e utilizzate per educare algoritmi al riconoscimento facciale: per &#8220;allenarli&#8221; dunque a ricomporre l&#8217;identit\u00e0 visiva di una persona anche a partire da vecchie foto.<\/p>\n\n\n\n<p>Come Kate O&#8217;Neill, che sul rapporto tra tecnologia, immagini e libert\u00e0 aveva espresso il suo pensiero nel libro <em>Tech Humanist: How You Can Make Technology Better for Business and Better for Humans<\/em>, anche la ricercatrice americana Shoshana Zuboff ha affrontato l&#8217;argomento nel saggio <em>The Age of Surveillance Capitalism: The Fight for a Human Future at the New Frontier of Power<\/em>. Parlando dei dati che soggetti terzi possono raccogliere attraverso il web, Zuboff arrivava a descrivere come lo sviluppo dell&#8217;Intelligenza artificiale applicato alle immagini del volto delle persone (gli autoritratti che tutti noi volontariamente diamo in pasto ai Big Data) faccia comodo a qualunque governo decida di esercitare un controllo totale sulla persona, e come questo accada gi\u00e0 oggi, puntualmente, in molti Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le teorie di Kate O&#8217;Neill e Shoshana Zuboff, ancorch\u00e9 allarmanti per noi, sono soltanto l&#8217;ultimo capitolo di una lunga storia che intreccia le immagini con la percezione del s\u00e9 e con il potere. Ma il tema dell&#8217;autoritratto cela misteri sottili anche al di l\u00e0 della tecnologia. Prendete uno dei tanti autoritratti della storia dell&#8217;arte, magari uno di quelli in cui l&#8217;artista si rappresenta nell&#8217;atto di dipingere. Che cosa vuole intendere con quel dipinto? Guarda verso di noi con l&#8217;intento di ritrarci oppure, invece, vuole giudicarci? E se l&#8217;artista guarda in uno specchio, lo fa per ritrarre se stesso oppure, invece, per giudicare se stesso?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/Hayez-autoritratto-part-1024x718.jpg\" alt=\"Hayez-autoritratto part\" class=\"wp-image-98639\"\/><figcaption>Milan Francesco Hayez, \u201cSelf-portrait at fifty-seven\u201d (detail), 1848, Oil on Canvas, 124 x 94 cm, Pinacoteca di Brera, Milan  \u2013 Courtesy Pinacoteca di Brera, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Queste sono solo alcune delle domande che lo storico dell&#8217;arte James Hall si \u00e8 posto di fronte a i \u201cquadri che ci guardano\u201d. Per rispondere a quegli interrogativi, Hall ha impiegato anni di studi, confluiti in <em>The Self-Portrait. A Cultural History<\/em>, un meraviglioso saggio che spazia dall&#8217;antichit\u00e0 al presente, e che \u00e8 senz&#8217;altro una lettura fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi al tema.<\/p>\n\n\n\n<p><em>[Riguardo al libro di James Hall e al tema dell&#8217;autoritratto, si veda anche <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2014\/04\/07\/how-to-turn-a-self-portrait-into-a-selfie-just-share-it-and-add-some-tags\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">questo<\/a> scritto; ndr.] <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli autoritratti, inoltre, pongono questioni che non sono soltanto filosofiche o psicologiche. Queste opere, infatti, possono rivelare informazioni su diversi processi della cultura artistica, meccanismi che spesso attraversano i secoli arricchendosi di nuove sfumature. Noi abbiamo puntato l&#8217;attenzione su questi ultimi aspetti dell&#8217;autoritratto. E abbiamo immaginato un percorso di scoperta attraverso alcune opere che possono renderci testimoni dello sviluppo di una pratica fortunatissima. Ecco dunque un viaggio nell&#8217;autoritratto tra alcune opere conservate nella Pinacoteca di Brera di Milano: un itinerario che inizia nel 500 e ci porta alle soglie del Futurismo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"933\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/Anguissola-Ritratto-di-Minerva-Anguissola-1.jpg\" alt=\"Anguissola\" class=\"wp-image-98618\"\/><figcaption>Sofonisba Anguissola, \u201cSelf-portrait\u201d, 1560 -1561, Oil on Canvas, 36 x 29 cm, Pinacoteca di Brera, Milan \u2013 Courtesy Pinacoteca di Brera, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Partiamo dall&#8217;opera che vedete qui sopra. Nella Pinacoteca di Brera \u00e8 conservata nella sala XIX, e durante una visita al museo potrebbe persino sfuggire all&#8217;attenzione del visitatore. La sala XIX \u00e8 infatti dedicata ai ritratti, e tra quelli alle pareti ce ne sono alcuni davvero superbi. C&#8217;\u00e8 il <em>Ritratto del conte Antonio di Porcia e Brugnera<\/em> di Tiziano. Ci sono il <em>Ritratto di Febo da Brescia <\/em>e il <em>Ritratto di gentiluomo anziano con guanti <\/em>di Lorenzo Lotto. C&#8217;\u00e8 un ritratto del Tintoretto, ce n&#8217;\u00e8 uno di Giovan Battista Moroni, e diversi altri. I personaggi in questi dipinti ci guardano dritti negli occhi. La loro forza magnetica \u00e8 potentissima. E la nostra ragazzina con gli occhi un po&#8217; a pesce potrebbe quasi sparire al confronto, anche per via delle piccole dimensioni della tela, che misura appena 36 x 29 centimetri. Eppure questo piccolo dipinto \u00e8 uno documento fondamentale della ritrattistica cinquecentesca.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;opera \u00e8 datata al 1560 -1561 ed \u00e8 presentata come <em>Autoritratto<\/em> di Sofonisba Anguissola (Cremona,1532 \u2013 Palermo 1625), ovvero una delle pochissime donne, artiste, del Rinascimento, ad aver avuto una strepitosa fortuna di mercato tra i suoi contemporanei, non solo nei confini nazionali. La piccola tela \u00e8 una delle sue opere tarde, eseguita forse per la corte di Madrid, ed esprime tutto lo stile maturo di una pittrice attentissima alla cura del dettaglio calligrafico, come si vede dalla resa dell&#8217;acconciatura, dai ricami della camicia, dalla finitura del collo di pelliccia, dalle ombre liquide sulle perle e sui rubini nella capigliatura, e in generale dai riflessi di luce che incontrano ogni rara superficie riflettente, persino le pupille.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo alcuni storici dell&#8217;arte non si tratterebbe di un autoritratto, bens\u00ec del ritratto di Minerva, una sorella di Sofonisba (per un confronto, si veda il ritratto di Minerva conservato al museo Poldi Pezzoli di Milano). Ma che sia lei oppure no, per noi la sostanza non cambia. Il dipinto \u00e8 privo di simboli, non ci dice nulla sull&#8217;effigiata, pu\u00f2 farci desumere tutt&#8217;al pi\u00f9 il suo censo medio-alto. Ci\u00f2 che \u00e8 importate, in questo dipinto, \u00e8 invece la testimonianza della qualit\u00e0 pittorica di Sofonisba. Protagonista del dipinto \u00e8 non la persona ritratta, bens\u00ec l&#8217;abilit\u00e0 di chi l&#8217;ha realizzato. I ritratti delle sorelle, eseguiti da Sofonisba, infatti, erano realizzati come biglietti da visita per ingolosire nuovi committenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"657\" height=\"339\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/Anguissola-part.jpg\" alt=\"Anguissola-part\" class=\"wp-image-98666\"\/><figcaption>Sofonisba Anguissola, \u201cSelf-portrait\u201d (detail), 1560 -1561, Oil on Canvas, 36 x 29 cm, Pinacoteca di Brera, Milan \u2013 Courtesy Pinacoteca di Brera, Milan.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I volti realizzati dalla pittrice sono \u00abtanto ben fatti che pare che spirino e siano vivissimi\u00bb, aveva scritto il Vasari nelle<em> Vite<\/em>, dopo essere andato di persona a constatare l&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;artista, due anni prima di pubblicare la seconda edizione. Era il 1566, e Sofonisba, a 34 anni, era gi\u00e0 una delle ritrattiste pi\u00f9 note del suo tempo. Aveva cinque sorelle, che il padre Amilcare aveva tutte indirizzate allo studio della pittura. Tutte dipingevano e si ritraevano a vicenda. Sofonisba \u2013 la pi\u00f9 brava &#8211; aveva studiato a bottega da uno dei grandi del suo tempo, Bernardino Campi.<\/p>\n\n\n\n<p>[<em>Qui il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2020\/02\/03\/micheal-dean-artist-converso\/\" target=\"_blank\">link<\/a> al nostro scritto sulla chiesa di San Paolo Converso, a Milano, che contiene uno straordinario ciclo decorativo dipinto dai fratelli Campi. Gi\u00e0 studio si registrazione di Mina, oggi la chiesa \u00e8 sede della Fondazione Converso, dedicata all&#8217;arte contemporanea<\/em>; <em>ndr.<\/em>]  <\/p>\n\n\n\n<p>E gi\u00e0 nel 1559 era stata invitata alla corte di Filippo II di Spagna perch\u00e9 ritraesse la sposa del sovrano e le impartisse lezioni d&#8217;arte. Il padre di Sofonisba, suo manager, aveva creato insomma un florido mercato di autoritratti della figlia, diventata ormai un brand affidabile. Come scrisse il poeta Annibale Caro ad Amilcare Anguissola: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201cNon desidero di meglio che il ritratto di Sofonisba, cos\u00ec che io possa mostrare contemporaneamente due meraviglie, l&#8217;opera e l&#8217;artista\u201d.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma gli autoritratti della pittrice non rappresentano soltanto un bene ricercato dal mercato cinquecentesco: all&#8217;artista si deve quello che \u00e8 considerato il primo ritratto autonomo, firmato e datato, della storia dell&#8217;arte italiana. \u00c8 un&#8217;opera del 1554 ed \u00e8 oggi conservata a Vienna. Nel quadro, la ragazza si raffigura forse pi\u00f9 giovane di quanto non fosse all&#8217;epoca, e regge un libro tra le mani. Il dipinto non \u00e8 molto dissimile da altri di Sofonisba (oggi ne restano 12 tra diversi musei e collezioni). Nello schema compositivo della pittrice entrano in scena oggetti diversi con i relativi simboli di cultura, elevazione spirituale o eleganza. Dopo una serie di questi autoritratti, pi\u00f9 o meno simili nel tono, arriva per\u00f2 un colpo di scena.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/bernardino-e-sofonisba-1024x1027.jpg\" alt=\"bernardino e sofonisba\" class=\"wp-image-98619\"\/><figcaption> Sofonisba Anguissola, \u201cBernardino Campi portrays Sofonisba Anguissola\u201d, 1559, Oil on canvas, 108 x 109 cm, Pinacoteca Nazionale di Siena.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 il 1559. Il dipinto s&#8217;intitola <em>Bernardino Campi ritrae Sofonisba Anguissola<\/em> (fu Giovanni Morelli il primo a identificare i due artisti nel quadro e a proporne l&#8217;attribuzione a Sofonisba, poi confermata da Berenson e oggi condivisa da tutti).<\/p>\n\n\n\n<p>[<em>Qui il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2020\/02\/18\/giovanni-morelli-the-dark-connoisseur\/\" target=\"_blank\">link<\/a> al nostro scritto su Giovanni Morelli, il conosciore &#8216;nero&#8217;. ndr.<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<p>Il dipinto \u00e8 oggi conservato a Siena. A prima vista potrebbe sembrare un ritratto di Bernardino Campi mentre \u00e8 al lavoro. Invece non \u00e8 un ritratto; \u00e8 un autoritratto. Sofonisba \u00e8 rappresentata sulla tela che il pittore sta completando, ma le sue dimensioni e la preziosit\u00e0 della sua figura sovrastano quelle dei Bernardino, fino a far passare il pittore in secondo piano. La giovane, virginale, modesta Sofonisba non \u00e8 pi\u00f9 la fanciulla che compare tra i dettagli quotidiani degli autoritratti precedenti. Sofonisba non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno una semplice pittrice: Sofonisba \u00e8 la pittura stessa. La ragazzina umile e talentuosa vuole presentarsi come un&#8217;allegoria della pittura. La piccola tela di Brera e quest&#8217;opera si parlano chiaramente. Nella prima, la pittura \u00e8 protagonista. Nella seconda, protagonista \u00e8 la Pittura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1009\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/Palma-Il-Giovane-Autoritratto.jpg\" alt=\"Palma-Il-Giovane\" class=\"wp-image-98620\"\/><figcaption>Palma the Younger (Jacopo Negretti), \u201cSelf-portrait\u201d, 1580 &#8211; 1584, Oil on Canvas, Pinacoteca di Brera, Milan  \u2013 Courtesy Pinacoteca di Brera, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;autoritratto in cui l&#8217;artista si pone come allegoria della propria arte diventer\u00e0 un motivo centrale anche negli anni e nei secoli successivi. Succede per esempio tra 1580 e 1584 con uno dei primi autoritratti di Palma il Giovane (Jacopo Negretti), dipinto conservato a Brera bench\u00e9 non esposto. Palma il Giovane (Venezia 1548-1628), che si era formato nell&#8217;ambito di artisti come Taddeo e Federico Zuccari, e poi aggiornato con le novit\u00e0 tizianesche e di Tintoretto, ebbe il suo primo vero momento di gloria nel 1579, quando fu chiamato alla decorazione della sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale a Venezia. Secondo gli storici dell&#8217;arte, il suo autoritratto di Brera \u00e8 immediatamente successivo a quel momento, ed \u00e8 evidentemente espressione della consapevolezza del ruolo di primo piano che Palma aveva conquistato nel panorama artistico della citt\u00e0, lo si vede bene dalla posa e dall&#8217;espressione quasi superba del pittore. Palma sarebbe diventato protagonista della vita artistica veneziana per diversi decenni, corteggiato dalla Chiesa postconciliare per le nuove pale da destinare alle chiese di Venezia e dallo Stato per i suoi dipinti ufficiali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/Hayez-autoritratto-1024x1369.jpg\" alt=\"Hayez-autoritratto\" class=\"wp-image-98621\"\/><figcaption>Milan Francesco Hayez, \u201cSelf-portrait at fifty-seven\u201d, 1848, Oil on Canvas, 124 x 94 cm, Pinacoteca di Brera, Milan  \u2013 Courtesy Pinacoteca di Brera, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Proprio a Palma il Giovane si \u00e8 ispirato Francesco Hayez per il suo <em>Autoritratto a 57 anni<\/em>, custodito a Brera e reduce da un recente restauro. Hayez, che si considerava l&#8217;erede della grande tradizione pittorica Veneziana, firma il dipinto cos\u00ec: (in corsivo a pennarello) \u201cFran. Hayez \/ Italiano della citt\u00e0 di Venezia \/ dipinse 1848\u201d. Se incomparabile \u00e8 il taglio della composizione dei due dipinti, l&#8217;espressione del volto dell&#8217;artista denuncia invece la stessa sicurezza di s\u00e9 che aveva anche Palma, come a dire \u201cla pittura sono io\u201d, trasformando per\u00f2 la spavalderia del predecessore in un sobrio e anzi austero rigore, e dando all&#8217;atmosfera un tono del tutto solenne, assai lontano da quello dei suoi due autoritratti precedenti: <em>Autoritratto in un gruppo di amici<\/em>, del 1824 circa, e <em>Autoritratto con leone e tigre in gabbia<\/em>, del 1830 circa, entrambi conservati al Museo Poldi Pezzoli di Milano. Hayez consider\u00f2 quest&#8217;opera di Brera una tra le sue migliori, e la conserv\u00f2 nel suo studio fino alla morte, pi\u00f9 o meno come fece Vermeer con il suo <em><a href=\"https:\/\/www.khm.at\/objektdb\/detail\/2574\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Arte della pittura<\/a> (<\/em>o<em> Lo studio dell&#8217;artista)<\/em>, considerato il suo unico autoritratto (bench\u00e9 di spalle): un quadro che egli tenne sempre nel suo studio, che non fu mai venduto, e che \u2013 per una coincidenza della storia \u2013 \u00e8 conservato nello stesso museo \u2013 il Kunsthistorisches Museum di Vienna-, nel quale \u00e8 custodito il ritratto con libro di Sofonisba.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/Boccioni-Autoritratto-verso.jpg\" alt=\"Boccioni-Autoritratto-verso\" class=\"wp-image-98622\"\/><figcaption>Umberto Boccioni, \u201cSelf-portrait\u201d (verso), before 1908, Oil on Canvas, 70 \u00d7 100 cm, Pinacoteca di Brera, Milan  \u2013 Courtesy Pinacoteca di Brera, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo sguardo fiero, le opere vicine a s\u00e9 (questa volta sul muro) e i pennelli in mano, sono gli elementi che ricorrono anche in un autoritratto di Umberto Boccioni. Databile sicuramente prima del 1908, questo dipinto, per impostazione, s&#8217;inserisce perfettamente nella linea che va da Sofonisba a Palma e ad Hayez. Ma all&#8217;intemperante pittore che presto sarebbe stato futurista, quelle atmosfere intimistiche, ancora da \u201cchiaro di luna\u201d, dovevano forse gi\u00e0 risultare indigeste. Fu cos\u00ec che Boccioni copr\u00ec il dipinto  con spesse passate di colore grigio, quasi a cancellarlo completamente. L&#8217;opera, riscoperta da diversi anni, \u00e8 il retro di un dipinto esposto alla pinacoteca di Brera, che mostra un nuovo autoritratto, del tutto diverso, di Umberto Boccioni. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/Boccioni-autoritratto-recto-1024x722.jpg\" alt=\"Boccioni-autoritratto-recto\" class=\"wp-image-98623\"\/><figcaption>Umberto Boccioni, \u201cSelf-portrait\u201d (recto), 1908, Oil on Canvas, 70 \u00d7 100 cm, Pinacoteca di Brera, Milan  \u2013 Courtesy Pinacoteca di Brera, Milan.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ambientazione, questa volta, non \u00e8 all&#8217;interno dello studio, bens\u00ec all&#8217;esterno, appena fuori dalla casa in cui viveva, in via Adige 23 a Milano. Probabilmente \u00e8 a questo dipinto che si riferisce nei suoi <em>Taccuini Futuristi<\/em>, quando il 13 maggio 1908 annota: \u201cHo finito un autoritratto che mi lascia completamente indifferente. Sono stanco e non ho alcuna idea. Nessuno mi scrive, con lei [la mamma, <em>n.d.r.<\/em>] passo delle buone ore. Morale relativamente alto\u201d. Il 1908 \u00e8 evidentemente un momento di elaborazione di nuove formule, per l&#8217;artista. L&#8217;autoritratto lascia vedere molto bene la periferia della citt\u00e0 sullo sfondo, tema che sarebbe diventato assai significativo per la poetica di Boccioni. L&#8217;anno dopo, l&#8217;artista avrebbe dipinto <em>Il mattino<\/em>, dove protagonista \u00e8 proprio la periferia della citt\u00e0. E l&#8217;anno dopo ancora sarebbe nato <em>La citt\u00e0 che sale, <\/em>il cui soggetto \u00e8 ispirato proprio alla vista che si vedeva dall&#8217;abitazione-atelier dell&#8217;autoritratto di Brera. Uno dei diversi bozzetti di quel quadro fondamentale, a pittura e tempra su carta, \u00e8 poche sale pi\u00f9 in l\u00e0, nello stesso museo di Brera. Anche Hayez, con l&#8217;<em>Autoritratto con leone e tigre in gabbia, <\/em>aveva portato i soggetto dell&#8217;autoritratto all&#8217;esterno. L&#8217;ambientazione fuori dallo studio non era una novit\u00e0. Per esempio, c&#8217;\u00e8 un opera di Maarten van Heemskerck, del 1553, che \u00e8 un doppio autoritratto concettuale, che mostra l&#8217;artista nell&#8217;atto di dipingere in un&#8217;ambientazione esterna, e mostra il pittore due volte, sia all&#8217;esterno sia all&#8217;interno del dipinto (<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2014\/03\/20\/maarten-van-heemskerck-a-double-portrait-separated-and-united-by-the-shadows\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui il link alla nostra analisi critica di quell&#8217;opera<\/a>). Ci\u00f2 che \u00e8 nuovo, in Boccioni, \u00e8 l&#8217;aver incluso in un unico dipinto sia un ritratto di s\u00e9 sia l&#8217;oggetto della sua ricerca. Una dichiarazione poetica che sarebbe presto esplosa, letteralmente, nel Futurismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>AA.VV., <em>Il Ritratto italiano<\/em>, Bergamo, 1927<\/p>\n\n\n\n<p>S. Mason Rinaldi, <em>Palma il Giovane. L\u2019opera completa<\/em>, Milano 1984<\/p>\n\n\n\n<p>F. Mazzocca, <em>Francesco Hayez. Catalogo ragionato<\/em>, Milano 1994<\/p>\n\n\n\n<p>Umberto Boccioni, <em>Taccuini Futuristi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>J. Hall,<em> The Sefl-Portrait. A Cultural History, <\/em>London, 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa porta dagli algoritmi per il riconoscimento facciale a un museo d&#8217;arte antica? La speranza di trovare un antidoto al capitalismo dei big data.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":98622,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-98624","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/98624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/98624\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98622"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}