{"id":98760,"date":"2020-05-05T22:10:45","date_gmt":"2020-05-05T20:10:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=98760"},"modified":"2022-11-16T17:39:48","modified_gmt":"2022-11-16T16:39:48","slug":"global-cows-2020","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/05\/05\/global-cows-2020\/","title":{"rendered":"Global Cows 2020"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<style for=\"micrio-shadow\">\nbutton.menu-item {\n  color: black !important;\n  font-size: 1.5em !important;\n  text-shadow: none !important; \n  background-color: white !important;  \n}\n\na.micrio-code {\n  font-size: 1.4em !important;\n  text-decoration: underline !important;\n}\ndiv.buttons-micrio {\n text-align: center;\n}\n\n\na:hover {\n  color: #f5a32f !important;\n}\n\n\n<\/style>\n\n\n\n<div class=\"buttons-micrio\"><a class=\"micrio-code\" data-micrio-id=\"RDllz\">Vedi la versione di giorno<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;o&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a class=\"micrio-code\" data-micrio-id=\"ujpSG\">Vedi la versione di notte<\/a><br><br>[Visualizzabile solo su computer]<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/05\/girl-resting-with-cow-under-oak-leaf-covered-in-wasp-eggs-1024x839.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98692\"\/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:72px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>(\u2026) and I awoke (as I thought) to find myself<br>lying on a strip of wayside waste by an oak copse<br>just outside a country village (\u2026)<\/em><br>William Morris<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>(\u2026) there are times of urgencies that need stories<\/em><br>Donna Haraway<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>If the Sun and Moon should ever doubt,<br>they\u2019d immediately go out.<\/em><br>William Blake<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:68px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Tramonto e il Sogno<\/h3>\n\n\n\n<p>Al tramonto, sotto una quercia, cinque donne danzavano in cerchio. Durante il pellegrinaggio avevano incontrato Pan, divinit\u00e0 greca che suonava il flauto. Avevano pennelli e colori ai loro piedi. Fogli di poesia erano sparsi sull&#8217;erba. Il paesaggio era bucolico. Avevano condiviso il loro tempo con mandrie di bovini, rovi e spaventapasseri infestati dalle intemperie. Sembrava un sogno, o un&#8217;eco che lasciava trapelare una visione. Forse era un&#8217;unione spirituale, un reincanto dialettico tra l\u2019uomo e la natura. Si annunciava una negoziazione con l&#8217;invisibile nel tempo e nello spazio. Il tempo lineare non funzionava pi\u00f9. Si sbriciolava nella danza circolare delle cinque donne. Quanto allo spazio, non c&#8217;erano pi\u00f9 confini. Tutto si proiettava nella visione, trasformatasi in uno schermo dove lacrime di farfalle monarca si univano a legami ipertestuali. La rivelazione, degna di una catastrofe storica, annunciava la speranza di salvezza. Gradualmente, il sogno diveniva meno evanescente, rivelando l&#8217;identit\u00e0 delle cinque donne: Vanessa Disler, Tiziana La Melia, Nina Royle, Lucy Stein e Charlott Weise. Insieme avevano lavorato a una grande pittura a secco, dove raccontavano di storie antiche e remote, di un passato pagano, di forme mitiche che si erano diffuse globalmente e con significati divergenti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Notte e l&#8217;Invisibile<\/h3>\n\n\n\n<p>Ecate, la grande dea del tempo circolare e degli spiriti, aveva iniziato le artiste al regno invisibile della notte. Vecchi saperi tremavano e suggerivano nuove alleanze. &#8220;Cambiare il mondo il prima possibile, prima che anche gli animali periscano&#8221;, suggeriva Ecate. L\u2019arcaico avrebbe dovuto convivere con il presente. E le storie fondate sul progresso andavano cancellate per fabbricare nuovi racconti e nuovi raccolti. Dimenticare miti consumistici. Andava abbandonato l&#8217;edonismo del culto personale. Bisognava invece ricorrere a risorse subalterne per una \u201ccultura della differenza\u201d. Ecate, dunque, proteggeva le artiste con un incantesimo di invisibilit\u00e0 e di nascondimento, ai limiti dell\u2019anonimato. L&#8217;anonimato qui si concentrava sul gesto impersonale di mani gentili e sulla condivisione della propriet\u00e0 artistica, al fine di rivendicare un\u2019altra forma di identit\u00e0. Si trattava di trasgredire il dogma dell\u2019individualismo, per un atto di parentela e di simpoiesi, riattivando la consapevolezza dell&#8217;interdipendenza per creare paesaggio rinnovato. Un\u2019alleanza segreta, con&nbsp; solidariet\u00e0 planetaria, era resa palpabile sullo schermo, nel disegno collettivo. Solo cos\u00ec poteva compiersi il miracolo. Solo nella potenza di un\u2019invisibile personale. Il vero trucco era scomparire.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Giorno e il Parassita<\/h3>\n\n\n\n<p>Perseverando un senso di appartenenza reciproca, questo bizzarro concilio di artiste aveva deciso di usare insieme risorse ed elementi materiali in condivisione con il pianeta. La danza circolare si disegnava nel ciclo della natura e nella solidariet\u00e0 tra le specie. L\u2019incantesimo utilizzava la bacchetta del pennello condiviso &#8211; le rendeva invisibili. Un\u2019energia interattiva si era riversata nelle costellazioni notturne e ora era la volta del cielo diurno. Un sole caldo e a tratti materno distillava raggi e fertilizzava il linguaggio delle artiste. La pittura a secco si mescolava a nuovi disegni ricavati dal tratto della penna a sfera e disposti in modo interattivo sullo schermo. Un corpo collettivo, nutrito di sostanza affettiva, di intromissioni ed estromissioni, di beata collaborazione e consapevolezza di interdipendenza, si rivolgeva a un\u2019assoluta libert\u00e0 nutrita di coesistenza e reversibilit\u00e0. Condividere il dono creativo era un atto di ospitalit\u00e0. Cicli e strutture dell\u2019opera delle artiste si moltiplicavano. Erano fagocitati da autopoietici parassitismi virtuali. Una simbiosi tra elementi formali, connessioni intertestuali e rapporti intersoggettivi parassitavano quella che ormai era un\u2019altra modalit\u00e0 di vivere. In una catena di parassiti, un corpo \u00e8 un ospite di un altro. Il parassita era una grande bestia tentacolare e neoliberale. Bisognava abitarla dall&#8217;interno, per poter afferrare i propri tentacoli. \u201c[\u2026] andiamo direttamente nel ventre di un parassita, [\u2026] dove il regno animale naturale ha trovato il suo campo di battaglia di unione, l\u2019origine della fusione pi\u00f9 vicina, l&#8217;organo che collega le varie specie animali\u201d. (Marx in Timofeeva, 2016).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;Eclisse e i Confini<\/h2>\n\n\n\n<p>Il nascondimento accadeva in maniera astrale, con un\u2019eclissi che allineava tre corpi celesti. Il fenomeno dell\u2019eclissi distillava gocce di luna e raggi solari sulla terra. Essi si propagavano sul terreno, in una flora dal carattere anomalo. Era la ginestra, un fiore che aveva ispirato poeti e antiche leggende. Si raccontava che le sue ceneri contenessero oro. Del resto, la natura, seguendo e alimentando il suo andamento cosmico da sempre produceva grandi cose. E da sempre le distruggeva. Nel frattempo l\u2019umanit\u00e0 aveva iniziato a sfidare sempre pi\u00f9 slealmente la natura. Nel suo processo di creazione quanto in quello di distruzione. Credendo nell\u2019illusione della coltivazione, aveva dimenticato il miracolo della ginestra. Con indifferenza il miracolo della ginestra era entrato nel sottobosco, in attesa di essere riconosciuto di nuovo. All\u2019ignaro di ci\u00f2, la ginestra scompariva e rifioriva. Ora tra i suoi rami e fra i suoi fiori, mandrie si muovevano liberamente. Gli unici confini tracciati erano proprio quei fiori gialli. Tutto fluiva in modo misterioso e autonomo, in una reazione simpatetica. C\u2019era qualcosa di pi\u00f9 della semplice vita tra le rovine e della fragilit\u00e0 dei vivi \u201cmentre il miracolo si ripete, e la natura continua a rispondere al suo subdolo parassita con un silenzioso <em>s<\/em>\u00ec\u201d, le artiste continuavano a danzare e a collaborare nel disegno di una solidariet\u00e0 e collaborazione tra le specie. (Timofeeva, 2016, p. 105).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Cosmo e la Luna Nuova in Toro<\/h2>\n\n\n\n<p>Un pellegrinaggio di speranza globale iniziava a dissolversi in necessit\u00e0 planetaria. Questa visione cosmica emanava un principio di inghiottimento e di generazione, germoglio per un nuovo rapporto tra le specie e per un sincretismo pacificato. Lo schermo restituiva un\u2019immagine complessa, moltiplicata, composta di pi\u00f9 strati. Sembrava un palinsesto, a cui immagini preesistenti creavano resistenza all\u2019intromissione di nuove. Era come un&#8217;istantanea di ricordi e di frammenti onirici. Sullo schermo compariva una mandorla della tradizione <em>vescica piscis,<\/em> simbolo antico di tradizione indiana e mesopotamica, poi recuperato dal Cristianesimo. La mandorla alludeva a un seme. Alludeva a una membrana planetaria che interseca la complessit\u00e0 delle nostre vite: l\u2019interno dall\u2019esterno, il reale dal virtuale, il giorno dalla notte, l\u2019umano&nbsp; dalla natura. Emetteva un pulviscolo cosmico e rizomatico che abbracciava e intrecciava relazioni e anatomie umane e non umane.&nbsp; Similmente, in maniera non dogmatica e con spirito libero, l\u2019accumulazione delle energie e il lavoro delle artiste erano confluiti in una visione stratificata di disegni, piccole icone, tracce audio, e costellazioni di note che componevano un affresco virtuale. Il loro disegno era in affinit\u00e0 con il cosmo e sotto il disincanto della costellazione del toro. Lacrime di farfalla monarca collegavano i sogni planetari delle artiste agli occhi ormai alleati del curioso visitatore. Anche il loro sogno, nelle notti a venire, sar\u00e0 quello di \u201cuna creatura fatta per la simpoiesi: per il con-divenire e con-fare insieme a una variopinta covata di altri esseri della terra\u201d. (Haraway 2016, p. 137).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h3>\n\n\n\n<p>De Martino, Ernesto. <em>La fine del Mondo. Contributo all\u2019analisi delle apocalissi culturali<\/em>. Nuova edizione a cura di Giordana Charuty, Daniel Fabre, Marcello Massenzio, Einaudi, Torino, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Haraway, <em>Donna J. Staying with the Trouble, Making Kin in the Chthulucene<\/em>. Duke University Press, Durham and London, 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>Morris,William,<em> The Pilgrims of Hope<\/em>, Lawrence&amp; Wishart, London, 1968, (originally published in 1899).<\/p>\n\n\n\n<p>Timofeeva, Oxana. <em>Living in a Parasite: Marx, Serres, Platonov, and the Animal Kingdom<\/em>, in Rethink Marxism, Routledge, New York, 2016.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:78px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">C\u00f2lophon<\/h3>\n\n\n\n<p><em>Global Cows 2020<\/em> \u00e8 una mostra online di Vanessa Disler, Tiziana La Melia, Nina Royle, Lucy Stein e Charlott Weise. Testi: Sonia D&#8217;Alto. Organizzazione: Damien &amp; The Love Guru e da Piero Bisello, direttore editoriale di Conceptual Fine Arts. Il sound design: di Adam Asnan. Supporto tecnico: <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/micr.io\/\" target=\"_blank\">Micr.io<\/a>, Marcel Duin e Mauro Fioravanzi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:124px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Organizzata in collaborazione con Damien &#038; The Love Guru, Global Cow \u00e8 la trasposizione digitale di dipinto eseguito da cinque artiste: Vanessa Disler, Tiziana La Melia, Nina Royle, Lucy Stein e Charlott Weise. La mostra \u00e8 accompagnata da un testo di Sonia D\u2019Alto.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":98708,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-98760","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/98760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/98760\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98708"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}