CONCEPTUAL FINE ARTS

Il ritratto di Than Hussein Clark


Piero Bisello

In questo saggio breve tracciamo un ritratto di Than Hussein Clark, in bilico tra la figura dell’imitatore e quella dell’artista.

Than Hussein Clark
Than Hussein Clark nel suo film Love at the Frankfurt Autoshow.

In questo saggio breve proviamo a tracciare un ritratto di Than Hussein Clark, in bilico tra la figura dell’imitatore e quella dell’artista. È stato qualcosa che ci ha detto Than Hussein Clark in persona a suggerirci di ritrarlo come ibrido tra la pratica artistica, e quella di imitazione:

Che si tratti di scultura, immagini, o performance, sono molto sospettoso riguardo alle forme autonome. Se devo pensare a un’opera che include degli attori, penso a una commedia; se penso di lavorare con gli oggetti, non creo una scultura, ma, per esempio, costruisco un tavolo, un telefono, un padiglione; ovvero oggetti nominati a priori per quel che sono.

Una volta letta questa citazione si dovrebbe capire come mai è così problematico parlare di Than Hussein Clark definendolo artista, scrittore, attore, designer, costruttore di telefoni, o quant’altro (questo il link al nostro scritto, in cui l’artista chiama se stesso un “esaurimento nervoso”). Oltretutto, precisiamo che il nostro non è un tentativo cavalcare l’onda post-modernista del rifiutare le categorie classiche giusto per il guasto di creare confusione, adombrando, magari, la presenza di una generica idea di interdisciplinarità. Come ci ha detto Than Hussein Clark, l’interdisciplinarità è un valore neo-liberale. Mentre la nostra intenzione di caratterizzarlo come ibrido tra artista e imitatore è qualcosa di specifico, anche se sfuocato, per ora, fintanto che il ritratto non viene svelato.

Permetteteci pertanto di procedere impiegando il racconto di Richard Move, coreografo newyorchese e studioso di performative arts, che negli ultimi vent’anni ha impersonato la ballerina Martha Graham. La sua accurata imitazione di una delle madri della danza contemporanea è esemplare, anche se la performance assume una forma diversa, intenzionalmente, oppure no. Imitando Martha Graham mentre esegue le parti più importanti dei suoi epici balletti, Richard Move fornisce anche una rappresentazione della propria personalità artistica. A questo riguardo, la personificazione di Move si avvicina al ruolo dell’attore che inventa personaggi con tratti e caratteristiche individuali.

Ritornando a Than Hussein Clark, notiamo un vicinanza con Richard Move nel modo in cui Clark finge di essere un costruttore di telefoni, un designer d’interni, un regista, o un architetto, anche se prima o poi ritorna sempre a essere artista, ovvero colui che detiene la quintessenza dell’identità individuale – sia essa creata intenzionalmente e ad uso dell’osservatore, oppure no.

Than Hussein Clark
Installation View della mostra di Than Hussein Clark The Paintings of Selma Vaz Dias da Damien & The Love Guru, Bruxelles.

Abilità Tecniche

Continuiamo a svelare il nostro ritratto di Than Hussein Clark guardando alla sua recente mostra personale da Damien and The Love Guru, a Bruxelles, dove Clark ha raccolto una serie di disegni inediti dell’attrice Selma Vaz Dias. Qui possiamo immaginare Clark vestire i panni di uno studioso dedito alla storia del teatro del Novecento, ma anche quelli di un esperto designer d’interni che immagina, per mostrare i disegni di Selma Vaz Dias, una scenografia fatta di tende, cornici, una panca… L’approccio alla produzione di questi oggetti è quello di qualcuno che prova a imparare un lavoro, nominato a priori. Come ci ha detto Than Hussein Clark:

Imparo il mestiere necessario a produrre una certa cosa. Che si tratti di un tavolo, di un telefono, di una commedia, tutto riguarda le capacità necessarie a ottenere quel genere, quel preciso contenitore. Forse, alla fine, avrei prodotto qualcosa di simile a una scultura, o a una performance. Nel mio caso si tratta del processo mentale che porta a manipolare propriamente materialità specifiche. Se faccio un film, ne faccio uno con la ‘f’ maiuscola. Se faccio un tappeto, non faccio la rappresentazione di un tappeto, ma produco un tappeto vero.

Than Hussein Clark
Un dipinto di Selma Vaz Dias, incorniciato e inserito nell’installazione di Than Hussein Clark. Copyright: l’artista e Damien & The Love Guru, Bruxelles.

Seguendo un ragionamento binario, se la mostra da Damien & The Love Guru appare una mostra d’arte dipende sia dal contesto, sia dalla capacità – intenzionale o no – di Than Hussein Clark di passare dal territorio dell’arte a quello dell’imitazione; acquisire abilità tecniche è parte del percorso. Oltretutto Than Hussein Clark crede che tale percorso nella tecnica abbia una sua valenza politica.

La questione tecnica è per me molto importante. Sono stato alle scuole superiori durante la coda della discussione sulla dequalificazione tecnica della pratica artistica, che durante gli anni Novanta e poi nel primo decennio del nuovo secolo, soprattutto in Gran Bretagna, ha riguardato il modo in cui gli artisti potevano essere liberati dalla tradizionale idea di produzione. Per questa via si è finiti per trasformare gli artisti da persone capaci di produrre manufatti grazie alle proprie abilità, in semplici imprenditori al servizio della propria idea di arte. Quel che avviene attribuendo agli oggetti un valore manuale è che in questo modo si mettono in discussione i modelli più speculativi di produzione artistica.

A questo punto della stesura del nostro ritratto pare opportuno riportare un aneddoto che Than Hussein Clark ci ha raccontato. Qui la dimensione politica che la capacità tecnica degli artisti assume per appropriarsi dei valori della produzione si sovrappone al fenomeno dell’imitatore che si fa artista. L’inganno accade a una fiera d’arte:

La prima cosa che ho esposto a una fiera è stato un tappeto, il cui prezzo stabilito era di 50.000 euro, anche se allora nessuno sapeva chi fossi. Era uno prezzo scandaloso, perché le persone sono abituate al fatto che, se non hai reputazione, devi esporre un qualche assemblaggio del valore di circa 6000 euro; anche se la cifra non ha nulla a che fare col valore reale del manufatto, ovvero quello che si basa sui materiali, sul lavoro, e sul tempo impiegato dall’autore per produrlo. I collezionisti sono più contenti di comprare quest’assemblaggio per 6000 euro per creare, in quello stesso istante, un valore.  

Lo Studioso

Il ritratto di Than Hussein Clark non sarebbe completo se non citassimo il suo approccio accademico; o meglio, la sua imitazione dell’approccio accademico. Molti dei suoi progetti partono infatti da una prospettiva specialistica, circoscritta a un preciso momento della storia dell’arte, della letteratura, o della cultura pop. Quella di Clark ricorda l’attività di un detective, ed è un’attività che dialoga con quella artistica. In altre parole, le indagini accademiche di Than Hussein Clark sono parte integrante dei suoi lavori; come l’imitazione che diventa arte. Per esempio, in uno dei suoi recenti lavori filmici – Love at the Frankfurt Autoshow -, Than Hussein Clark dice di voler diventare un esperto di collezionismo d’auto, o di voler sapere tutto della letteratura poliziesca del Novecento. Vedendo il film si capisce che questi riferimenti diventano gesti artistici, anche se all’inizio sembrano semplici citazioni trovate in qualche scritto accademico.

Than Hussein Clark
Than Hussein Clark, Mrs Maugham or The Pickled Waitress. Copyright: l’artista e Galerie Crèvecoeur, Parigi/Marsiglia.

Similmente, la mostra da Damien & The Love Guru può a prima vista sembrare il tentativo di uno storico dell’arte di uscirsene con una mostra di lavori di Selma Vaz Dias. Ma Than Hussein Clark riesce a trasformare la mostra in un’opera d’arte di Than Hussein Clark, o al limite in una collaborazione tra due artisti, lui e Selma Vaz Dias. Allo stesso modo, pure l’opera intitolata Mrs Maugham or The Pickled Waitress recentemente presentata dalla galleria Crèvecoeur a Paris Internationale parte da una ricerca:

Volevo fare qualcosa ‘a’ e ‘con’ Marsiglia, un luogo che tutti lasciano per andare da qualche altra parte. Per esempio, Marsiglia è stato il porto da cui Gauguin è partito per andare a Tahiti. Mi chiedo se sarei stato in grado di fare una mostra su Gauguin, che era un porco eterosessuale. Ho scoperto che c’è un libro su di lui scritto da Somerset Maugham – famoso romanziere del secolo scorso, sposato con la designer d’interni Syrie Maugham, a sua volta nota per creare solo stanze bianche, che erano un grande scandalo a quel tempo. Ho fatto una mostra a Marsiglia, decorando due stanze opposte, per simboleggiare il loro divorzio. Ho composto il ragno [poi presentato a Paris Internationale, ed.] partendo da due sedie vittoriane, un tipo di arredo reso celebre negli anni Trenta da Syrie Maugham. Perchè, dunque, ho scelto un ragno? L’ho pensato come un ritratto di Syrie immaginato da Somerset Maugham, simbolo di una sorta di paura omosessuale del matrimonio, creata da questa donna che gli rampava intorno, un ragno spaventoso appunto. Ho anche letto che Syrie è stata preferita a Le Corbusier quando si è trattato di decorare l’attico parigino del collezionista e designer d’interni Carlos de Beistegui.

Than Hussein Clark
Than Hussein Clark, Mrs Maugham or The Pickled Waitress (dettaglio). Copyright: l’artista e Galerie Crèvecoeur, Parigi/Marsiglia.

Più in generale, Than Hussein Clark ha a cuore il periodo tra le due guerre, un interesse riconoscibile nei dettagli Art Déco del suo design, o nella sua ammirazione per figure poliedriche come Jean Cocteau. Clark ci ha parlato dell’artista francese come di “qualcuno che produceva scenografie teatrali senza considerarle opere d’arte, qualcuno che scriveva romanzi, pubblicati da una vera casa editrice, che raggiungeva un vero pubblico di lettori”. Il modo in cui Cocteau era in grado di passare da un contesto all’altro della produzione artistica ci ricorda la sfaccettata pratica di Than Hussein Clark, ovvero la figura in bilico tra l’imitazione e la pratica artistica che abbiamo cercato di ritrarre. Così come il tentativo fallito di Richard Move di diventare Martha Graham, l’imitazione perfetta è irraggiungibile, e l’individualità artistica che emerge da questo fallimento è molto più interessante di un suo noioso successo.

December 29, 2019