loading...

Jaanus Samma, narrative gay dall’Europa oltrecortina

Agata Pyzik

Parliamo di Jaanus Samma, che racconta l’omosessualità in Estonia, durante gli anni delle regime comunista e dopo il suo collasso.

Crescere nell’Europa dell’Est essendo omosessuale non è mai stato facile, per nessuno. Nonostante molto sia cambiato dal disfacimento, nel 1991, dell’URSS, l’instabilità politica di una regione ancora in cerca della propria identità rende ancora difficile, qui, sviluppare un’omosessualità aperta. Forse è per questo motivo che molti artisti post-sovietici hanno deciso si lavorare in senso archivistico, per meglio comprendere l’era da cui provengono, e adeguarla al loro presente.

[Qui il link al sito web di Jaanus Samma e qui quello alla sito della Temnikova & Kasela Gallery, che lo rappresenta. Ndr.]

Questo è l’ambiente in cui vive Jaanus Samma, trentasettenne artista estone, il cui lavoro è un’analisi archivistica e spaziale della virilità, e in particolare della virilità gay nell’Estonia sovietica. Infatti, se dopo la Rivoluzione d’Ottobre Lenin ha discriminato l’omosessualità, dagli anni Venti il dibattito medico e quello politico l’hanno tendenzialmente considerata una malattia menale, ovvero un residuo borghese che nel 1934 Stalin è tornato a considerare un crimine.

In Not Suitable For Work. A Chairman’s Tale, l’opera che Jaanus Samma ha presentato nel 2016 alla 56° Biennale di Venezia (Padiglione estone), l’artista ha affrontato la complessità della storia degli omosessuali d’Estonia andando a cercare negli archivi sovietici. Il ‘presidente’ a cui il titolo fa riferimento è un personaggio realmente esistito, a capo di un kolkhoz, ma poi espulso dal Partito Comunista negli anni Sessanta perché coinvolto in un caso di attività gay ritenute illegali. L’uomo venne condannato a due anni di lavoro forzato, dopo aver subito l’umiliazione delle indagini e del processo. Spogliato di ogni bene, l’uomo lasciò la sua città città e visse facendo lavori umili ma, così pare, essendo comunque noto alla comunità gay locale per le sue immorali abitudini. Considerando che l’uomo fu ucciso negli anni Novanta, appena prima che l’URSS cadesse e l’omosessualità fosse de-criminalizzata (presumibilmente l’uomo è stato assassinato da un soldato che si prostituiva, come si trattasse di un film di Fassbinder), la sua storia odora di dolore, malinconia, tristezza. E diventa una grande parabola del movimento gay in Estonia.

a museum display with some gloves, hand cream, the red book from the communist party
Installation view of Jaanus Samma’s Not Suitable For Work. A Chairman’s Tale. Photo by Reimo Võsa-Tangsoo. Courtesy the artist and Temnikova & Kasela Gallery.

Il padiglione estone era organizzato come fossa una partitura d’opera, e includeva un film dedicato agli ultimi momenti della via del Presidente. E’ di fatto questo progetto il primo in cui l’artista si interessa dei bagni pubblici come luoghi del desiderio omosessuale. Molto interessante è anche l’aspetto museale dell’opera, che è fatta di oggetti: da effetti personali (come un paio di guanti, un cappello, della vaselina chiaramente usata come lubrificante), a documenti (un libretto rosso), a strumenti medici, che potrebbero anche essere strumenti di tortura, visto che l’uomo è stato anche in prigione. Le trascrizioni dell’interrogatorio, le carte processuali, le foto della polizia, che ritraggono l’uomo con gli occhi cancellati. Sono materiali che costituiscono una narrazione potente e contraddittoria, tanto dell’ideologia sovietica, quanto degli individui che essa ha schiacciato. Questi materiali suggeriscono poi che la condizione del Presidente non sarebbe di molto migliorata nel futuro democratico del paese. Anche se, in questo senso, qualcosa sta cambiando:

Gli argomenti LGBT sono ancora un tabù, ma credo che lo siano molto meno che nei primi anni 2000. I giovani di oggi hanno genitori nati in un’epoca in cui è stato possibile viaggiare e vedere il mondo. Mentre i genitori della mia generazione sono nati negli anni Cinquanta e Sessanta, e ovviamente le concezioni di quell’epoca erano diverse da quelle attuali.

Un ulteriore livello di letture della vicenda è offerto dal Museo delle Occupazioni e della Libertà di Vabamu, a Tallinn. Inaugurato nel 2003, l’istituzione ha ospitato nel 2016 una mostra di Samma. Anche se il lavoro dell’artista non è un chiaro riferimento al regime, il museo che l’ha ospitato non mostra scrupoli a riguardo, essendo specializzato in “camere per gli interrogatori dei servizi segreti”. Dagli anni Novanta sono state aperte molte istituzioni di questo tipo in tutto l’ex blocco sovietico. È iniziato un processo specifico: non solo di “de-sovietizzazione”, ma di creazione di un’intera infrastruttura istituzionale volta alla commemorazione della resistenza anticomunista e alla condanna del passato socialista. Perciò, non limitandosi a localizzare l’omofobia nell’ambito della storia sovietica, l’opera di Jaanus Saama riesce anche a essere una coraggiosa incursione nell’anticomunismo istituzionalizzato.

L’interesse per i musei e la storia ritorna in altre due opere di Jaanus Samma, rispettivamente intitolate Museum Display e Mythology of the Toilet. Nella seconda Samma si concentra sulla relazione tra virilità e folclore inteso come costume popolare.

Museum Display è stato un tentativo di riflettere sul patrimonio artistico e sui musei. Mi sono interrogato su come gli oggetti posso essere impiegati per costruire narrazioni e spiegare la storia. Politica, morale, ideologia, tendenze, sono elementi hanno un ruolo nelle narrazioni che i musei presentano.

In Museum Display Jaanus Samma raccoglie oggetti provenienti dal passato sovietico della cultura tessile popolare, dando loro un tocco di queerness.

Provo sempre un colpevole piacere nello stuzzicare la cultura popolare, perché di solito la si presentata in un modo dolce, nazionale. romantico, ma comunque carico di ideologia nazionalistica.

Quest’ambivalenza amorosa per la cultura popolare fornisce una nuova prospettiva sui suoi vari registri ideologici usati dall’artista. Mentre faceva ricerche sulla cultura gay e sul quella del cruising, Jaanus Samma ha iniziato a lavorare sui bagni pubblici, per lui un perfetto esempio di “architettura occasionale”, essendo spazio pubblico e privato allo stesso tempo, restando comunque l’architettura non ufficiale del desiderio gay.

Il mio interesse per i bagni pubblici si è acceso appena ho iniziato a indagare la storia dei gay in Estonia e ho capito il significato che le toilette avevano in quanto luoghi d’incontro. Mi incuriosiva soprattutto il fatto che i bagni pubblici si trovavano spesso nel cuore delle città, nelle piazze centrali, o nelle stazioni ferroviarie. È buffo pensare che in un periodo in cui il rapporto sessuale tra due uomini era illegale questo in realtà si consumasse nel centro esatto della vita pubblica.

I bagni pubblici interessano Jaanus Samma anche come un “non luogo”, secondo la definizione che ne ha dato l’antropologo Marc Auge.

È ancora difficile trovare vecchie fotografie di bagni pubblici, anche se questi si trovano in aree centrali della città. È come se non volessimo vedere questi edifici. Trovo che sia molto eloquente il modo in cui chiudiamo gli occhi se qualcosa che è brutto, o inquietante.

Jaanus Samma non è l’unico artista gay post-sovietico interessato a guardare al passato per ricomporre il presente. Il russo-americano Evgeny Fiks ha tracciato, a Mosca, i luoghi pubblici del cruising nell’era sovietica, e ha messo insieme un dizionario della parlata yiddish gay. Il polacco Karol Radziszewski ha creato il Queer Archives Institute, dove raccoglie ogni tipo di espressione del movimento LGBT nell’Europa dell’Est nell’intento di ricreare il passato culturale gay polacco. Samma guarda a lati più oscuri, come gli aspetti penitenziari della vita gay. Ma dalle sue opere traspare la speranza che tale storia non si ripeta mai più.

June 11, 2020