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Frankenstein Magazine, l’edizione straordinaria è un gioco

Stefano Pirovano

Se a casa ti annoi, Frankenstein Magazine è il fumetto non-fumetto che aiuta a vincere il torpore mentale di questi giorni

Da oggi è possibile preordinare (qui) il nuovo numero di Frankenstein Magazine, il quinto della serie, quello dedicato ai giochi e per ora il più sperimentale dal punto di vista cartotecnico. Pagine di grammatura diversa, acetati, adesivi, un mazzo di carte fustellato, tutto all’insegna del ‘mettiti lì e divertiti’, con i giochi e con i quasi trenta autori coinvolti. Le condizioni non permettono un lancio vero e proprio, ma la buona notizia è che se abitate a Milano saranno gli autori stessi a portarvi a casa la vostra copia (come del resto è avvenuto per i numeri scorsi). “Stiamo tutti passando molto tempo in casa, ed ecco che ci parso appropriato offrire qualcosa per impegnarlo” dice Stefano Coizzi, che un paio di anni  fa, insieme agli amici Emiliano Mattia Fadda, Marcello Mosca e Dario Guccio, ha dato vita a un’entità editoriale che ancora resta difficile da incasellare. Il format è infatti quello del fumetto tradizionale, solo che in questo caso gli autori di volta volta chiamati a intervenire si trovano a disegnare fumetti per la prima volta. Si tratta infatti di artisti, illustratori, scrittori, giornalisti, ovvero figure che hanno con l’immagine e con la parola scritta un rapporto assai diverso da chi è abituato a disegnare fumetti per diletto o per professione. Il risultato è un insieme dissonante di voci e linguaggi anche diversissimi tra loro, ma che proprio per questo motivo finiscono per risultare straordinariamente stimolanti, raffinati, e complementari. “Si tratta in effetti di un’autoproduzione identitaria – ci spiega Dario Guccio -, che non cerca la qualità super fighetta che a volte caratterizza questo genere di pubblicazioni, ma che nemmeno si accontenta del rispondere al canone tradizionale”.

Frankenstein magazine non guarda perciò ad alcun pubblico specifico. Piuttosto rispecchia, deformandolo, un certo spazio sociale, occupato personalità creative che spontaneamente si incontrano e decidono di collaborare tra loro, qualunque cosa accada, per quello che qualcuno chiamerebbe affinità elettiva. Marcello Mosca chiarisce: “di fatto siamo noi la direzione artistica, ma poi quello che esce dal nostro lavoro è una molteplicità di voci. Questo fumetto non-fumetto non funziona per eroi e antieroi, ma per voci”. Aggiunge Stefano Coizzi, cogliendo un aspetto più sottilmente filosofico del progetto, forse lo stesso ha fatto scattare l’interesse di Gucci, che lo scorso anno ha prodotto il fascicolo speciale pubblicato in allegato al quarto numero: “la varietà è tale che il messaggio finisce per esser opera del lettore e delle sue scelte, piuttosto che delle nostre”. Evidentemente Ricoeur e Derrida hanno ancora molto da offrire. Nemmeno la mascotte della rivista, un cagnolino blu che si chiama Frankenstein e che non ha identità sessuale definita – e nemmeno un autore definito -, offre qualcosa che assomigli a punto d’ancoraggio. Come nei migliori quadri di Pollock, non c’è punto di fuga. Frankenstein, almeno per ora, preferisce restare randagio, ambiguo, sessualmente fluido, contraddittorio come il contrasto tra il suo nome e la sua forma tipicamente kawaii. Così abbiamo chiesto a loro (cioè alle diverse identità che vivono in lui/lei) sapendo che il numero di Frankenstein che seguirà quello appena uscito sarà tutto dedicato al piccolo cagnolino blu. 

Come scegliete gli autori, secondo quali logiche? Dove andate a cercare le parti del mostro?

Frankenstein per Frankenstein Magazine: Scelgo in maniera spontanea, seguendo l’istinto, a seconda delle persone che incontro. Guardo ad ambiti diversi, ma collaterali rispetto all’uso dell’immagine. Così finisco spesso per lavorare con autori che non hanno mai pensato in questa forma, e quindi adottano un approccio molto più sperimentale rispetto ai fumetti mainstream.

Come vi immaginate Frankenstein tra cinque anni? Metterà giudizio o continuerà seminare il terrore che incute la difformità?

Frankenstein per Frankenstein Magazine: Sono curioso, mi interessa esplorare tutti gli ambiti editoriali, e magari riuscire a riempire gli spazi lasciati vuoti. Il formato rivista è solo uno dei tanti svincoli che si possono prendere per poi creare qualcosa di bello e magari con questo provare a cambiare il mondo. Adesso ci sono solo io. Magari tra qualche anno ci saranno anche un cagnolino giallo, uno rosa, uno verde… Più che crescere, vorrei moltiplicarmi.

Frankenstein Magazine issue 5: Image d’Epinal.

Sorge un dubbio. In quale sezione della libreria vi trovate a vostro agio?

Frankenstein per Frankenstein Magazine: Potrei forse stare nella sezione delle autoproduzioni, ovvero in quella dove ci sono più voglia di sperimentare e più fermento. Ma forse sarebbe meglio creare una sezione a sé, e quando il numero di pubblicazioni aumenteranno si dovrà costruire uno scaffale apposta. Ho un’identità ibrida. Non appartengo a nessuna comunità specifica. Il libraio deve pur farsi delle domande.

Qual è il momento migliore per leggere Frankenstein?

Frankenstein per Frankenstein Magazine: Quando si ha voglia di andare un in mondo altro rispetto a quello che si conosce. Magari a letto o sul gabinetto, anche se il luogo più appropriato sembra essere il treno. È qualcosa da leggere mentre si viaggia…

Frankenstein Magazine issue 5: Serpenti e Scale by Ivo Molino.

Ecco la lista degli autori che finora hanno disegnato e scritto per Frankenstein Magazine:

Clode, Alessandro Bresciani, Oliviero Fiorenzi Venerus, Giulio Scalisi, Daniel Sansavini, Juliette Mancini, Pietro Agostoni, Flore Chemin, Bob, Spugna, Simone Campana, Lorenzo Matteucci, Sabrina Costantini, Lucas Ferrero, Marco Laudadio, Ettore Tripodi, Marco Pio Mucci, Ivo Molino, Giuditta Aresi, Fabio Tonetto, Stefania Ruggiero, Dan e Dav, Andrea Cleopatria, Alessandro Carano, Giangiacomo Rossetti, Daniele Milvio, Ginevra Dondina, Claudio Sale, Liuba Gabriele, Fabio Malpelo, Qiaoyi, Francesco Joao Scavarda, Juta, Elisabetta Bianchi, Michele Rossetti, Virginia Gabrielli, Peio, Ilaria Di Emidio, Matteo Pomati, Flaminia Veronesi, Piereeno, Nygel Panasco, Gabriele Lunati, Antonio Manente, Loris De Marco, Emanuele Marcuccio, Beatrice Franzoso, Mizuki Fukud, Maria Chiara Moro, Clara Mazzoleni, Margherita Morotti, Alice Bloomfield, Matteo Stefanelli, Noémie Degen e Simon Jaton, Piotr Niepsuj, Lorenzo Grammatica, Giulio Noccesi, Emi Ozaki, Adele Maury, Marco Cavaliere, Valentina De Zanche, Dario Giallo, Giulia Ratti, Aya Takano, Francesco Marello, Costanza Canderolo, Sathyan Rizzo, Mino Luchena, Antonie Cossé, Gabriele Cremonesi, 31 Rogger, Alice Bein, Corrado Levi, Davide Stucchi, Greta Xella, Marcello Jori, Melek Zertal, Lorenzo Mo, Lukas Weidinger, Florence Mouget, Tato, Mariuccia Casadio, Septoleaf, Léo Bret, Yorikuki Ikegami, Fabio Cherstich, Larry Stanton, Ratigher, NailsByMei, Myriam El Assil, Gian Marco Battistini, Davide Busnelli, Léopold Pudron, Kim Blue, Garrett Young, Tea Hacic, Roberto Cerreto, Crumble, Sarah Mazzetti, Caroline CDBC, Generic Animal, Patrick Angus, Esther Kim.

April 13, 2021