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Istituzioni private italiane, una mappa ragionata

Stefano Pirovano e Luna Passarella

Abbiamo stilato un elenco delle istituzioni private italiane che si dedicano all’arte contemporanea, per scoprire che d’un tratto ci troviamo in un nuovo scenario.

Negli ultimi anni il sistema dell’arte contemporanea italiano ha assistito a una trasformazione significativa. Le fondazioni private dedicate all’arte del presente, o in genere le attività a scopo filantropico promosse dai privati (anche se prive di personalità giuridica quindi), hanno progressivamente assunto un ruolo che in altre epoche è stato prerogativa quasi esclusiva delle istituzioni pubbliche. A questo punto non si tratta soltanto di un cambio di protagonisti, ma di una vera e propria ridefinizione degli equilibri culturali e operativi del settore.

Queste iniziative sono espressione di collezionisti e mecenati, e inevitabilmente riflettono le loro sensibilità, le loro visioni, le loro mentalità, i loro gusti. Ma esse rappresentano anche il principale motore di ricerca, sperimentazione e sostegno per l’arte del presente. Attraverso programmi espositivi ambiziosi, residenze per artisti, produzioni di nuove opere, queste istituzioni contribuiscono a creare l’humus culturale indispensabile allo sviluppo di un ecosistema artistico vitale. Visione, competenza e capacità di investire sulle nuove generazioni sono elementi centrali del loro operato. Mentre il settore pubblico, svuotato di competenze ancor prima che di risorse economiche – i soldi ci sono, ma sono spesi male -, ancora troppo spesso si limita a rispondere al bisogno di visibilità dell’assessore di turno, generalmente incompetente in materia, per cui l’arte e i musei sono solo un’occasione di fare campagna elettorale a spese dei contribuenti, soprattutto in provincia.

Al contrario, collezionisti e mecenati hanno profonda competenza, oltre che risorse intellettuali ed economiche. All’arte dedicano il loro tempo, si applicano con esemplare dedizione. Il loro lavoro si affianca a quello delle gallerie, che continuano a svolgere una funzione fondamentale nel sostenere e promuovere gli artisti. Proprio la sinergia tra gallerie e fondazioni private si dimostra oggi più incisiva nella produzione culturale di quanto riescano a fare i pochi musei pubblici, per come detto poc’anzi sono per lo più strumentalizzati dalla politica locale.

Questo scenario riflette un cambiamento più ampio nel rapporto tra pubblico e privato nel settore culturale. Probabilmente non si tratta di una sostituzione, ma dell’avvio di una nuova fase di collaborazione e ridefinizione dei ruoli. Un segnale in questa direzione è arrivato recentemente anche dalle politiche governative, con la decisione di abbassare l’IVA sull’arte al 5%, un provvedimento atteso da tempo dagli operatori del settore e pensato per rendere il mercato italiano più competitivo nel contesto europeo.

Allo stesso tempo, sempre più spesso le istituzioni pubbliche riconoscono nel privato un partner strategico, anche quando si tratta di grandi mostre istituzionali. Un esempio emblematico è la collaborazione tra i Musei Civici Veneziani e la Fondazione Luigi Rovati per la mostra Gli Etruschi e i Veneti a Palazzo Ducale, a Venezia, aperta al pubblico durante la Biennale d’Arte; un progetto che dimostra come la cooperazione tra pubblico e privato possa generare iniziative culturali di grande respiro, capaci di unire risorse, competenze e reti internazionali. Ne abbiamo scritto qui [link].

Nel campo del contemporaneo, tuttavia, il quadro appare più complesso. In Italia mancano oggi grandi istituzioni pubbliche capaci di esercitare una leadership forte e continuativa. Al contrario, diverse fondazioni private – dalla Fondazione Prada alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, insieme a molte altre realtà diffuse sul territorio – dimostrano come la libertà operativa e la capacità di investimento dei soggetti privati possano produrre programmi culturali di altissimo livello, spesso in linea, e dunque connessi, con le migliori esperienze internazionali.

Ciò suggerisce che favorire e facilitare l’attività dei privati non rappresenta una rinuncia al ruolo pubblico, ma piuttosto una strategia per rafforzare l’intero sistema. In molti paesi europei, infatti, il dialogo tra istituzioni pubbliche e iniziative private costituisce da tempo una componente fondamentale della politica culturale. Francia, Inghilterra, Germania, ma non solo.

Rimane tuttavia una questione aperta, ossia la frammentazione di queste energie. Le fondazioni private italiane tendono a muoversi in modo autonomo, senza convergere attorno a un progetto istituzionale condiviso. Le risorse, le collezioni e le competenze restano quindi prevalentemente circoscritte alle singole realtà. In prospettiva, la nascita di una grande piattaforma partecipata, capace di aggregare le forze di più soggetti potrebbe essere la risultante di un processo evolutivo che anche in Italia sta accadendo. Più che un museo privato a larga partecipazione, sarebbero utili forme di coordinamento tra le varie entità, in modo da poter esprimere una voce comune, armonizzare scopi e strategie, aumentare il peso specifico del comparto sullo scenario internazionale.

Il processo di trasformazione è già in corso. Resta da capire se il sistema culturale italiano saprà cogliere questa occasione per costruire un nuovo scenario, capace di sostenere con maggiore efficacia la ricerca artistica del presente, e intercettarne i valori più autentici.

Casa Sanlorenzo apre a Venezia nel 2025 come spazio dedicato alle iniziative di Sanlorenzo Arts, il progetto con cui il marchio nautico Sanlorenzo sviluppa attività nel campo dell’arte e della cultura. Nelle parole di Massimo Perotti, Executive Chairman dell’azienda, l’obiettivo è creare un luogo di riferimento per programmi e collaborazioni che intrecciano creatività contemporanea e cultura del mare. Progettata da Piero Lissoni, la sede si configura come un ambiente flessibile che ospita mostre, installazioni, incontri e la collezione d’arte della maison.

Casa Sanlorenzo, Venezia. Ph. Federico Cedrone. Courtesy of Sanlorenzo.

Istituita nel 2023, la Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo ha sede a Thiene, negli spazi restaurati del complesso monasteriale delle Dimesse. L’attività nasce da oltre trentanni di attento collezionismo e segue due binari: la presentazione di opere provenienti dalla raccolta dei fondatori e mostre personali dedicate ad artisti contemporanei emergenti. La Fondazione ha inoltre attivato un progetto pilota, Pillole d’arte dedicato a presentare giovani artisti non ancora rappresentati da una galleria.

Fondazione Bonollo, Thiene. Ph. Giovanni Canova. Courtesy of Fondazione Bonollo.

San Carlo Cremona nasce nel 2021 come progetto dedicato all’arte contemporanea all’interno della seicentesca chiesa sconsacrata di San Carlo. Promosso da Lorenzo Spinelli, ha trasformato l’edificio storico in un luogo di sperimentazione artistica, collaborazione, dove la dimensione architettonica diventa una soglia oltre la quale spingersi. Il programma, sviluppato in collaborazione con le gallerie, si concentra su interventi site-specific e opere monumentali. [Qui il link alla pagina che abbiamo dedicato al progetto e al suo fondatore, Ndr.]

San Carlo Cremona, Cremona. Ph. Form Group. Courtesy of San Carlo Cremona.

La Fondazione Nicoletta Fiorucci, fondata nel 2021 dalla collezionista Nicoletta Fiorucci, nasce dall’esperienza del Fiorucci Art Trust, dal 2010 dedito al sostegno della ricerca artistica internazionale. Con sede principale a Londra, la Fondazione Nicoletta Fiorucci opera come una rete di residenze, case e spazi di studio distribuiti in diversi contesti europei, pensati come luoghi di lavoro e confronto per artisti e curatori. Nel 2025 ha inaugurato una nuova sede a Venezia, recuperando il palazzo che negli anni Venti è stato abitato dal pittore Ettore Tito.

Nicoletta Fiorucci Foundation
Tolia Astakhishvili, to love and devour, 2025, installation view at Nicoletta Fiorucci Foundation, Venice.

Fondazione Elpis nasce nel 2020 dall’imprenditrice e collezionista Marina Nissim. Con sede a Milano, in un ex casa di riposo nel quartiere di Porta Romana, ha come missione il sostegno e la promozione della scena artistica emergente, anche attraverso progetti diffusi sul territorio. Tra le iniziative principali Una Boccata d’Arte, coinvolge ogni anno venti artisti chiamati a realizzare interventi site-specific in venti borghi italiani, favorendo l’incontro tra pratiche artistiche e comunità locali.

Fondazione Elpis, Milano.

La Fondazione Nicola Del Roscio nasce a Roma nel 2019 su iniziativa dell’omonimo curatore e collezionista, nonché presidente della Cy Twombly Foundation. Ospitata in un palazzo degli anni Venti, oltre all’impegno nell’attività culturale, promuove iniziative legate ai temi della scienza, dell’ambiente e della biodiversità, delineando un approccio che intreccia ricerca artistica e riflessione sul presente. Questo si riflette nel format #ProjectRoom che invita i giovani artisti a riflettere sulle questioni più urgenti del nostro tempo.

Fondazione Nicola Del Roscio, Roma.

La Fondazione Antonio Dalle Nogare, è attiva a Bolzano dal 2018 e ha inaugurato la propria attività sotto la direzione artistica di Vincenzo de Bellis. Nata come evoluzione di un museo privato, la fondazione opera in uno spazio capace di integrare soluzioni architettoniche e interventi di artisti come Dan Graham e Robert Barry all’interno del paesaggio altoatesino. L’attività espositiva, dedicata a artisti emergenti e affermati, mantiene il legame con la collezione privata, incentrata sull’arte concettuale e minimalista degli anni Sessanta e Settanta e aperta al dialogo con le ricerche contemporanee.

Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano.

Fondata nel 2018 a Milano da un gruppo di promotori del mondo dell’arte, tra cui il direttore Alberto Salvadori, la Fondazione ICA nasce come piattaforma aperta e interdisciplinare. Ispirandosi al modello anglosassone degli Institutes of Contemporary Arts, ne raccoglie l’eredità come luogo attivo di produzione culturale. La decisione di stabilirsi a Milano risponde alla densità del suo tessuto culturale, dove pubblico e privato, grandi istituzioni e realtà indipendenti convivono generando un sistema particolarmente fertile in Italia.

Fondazione ICA Milano
Urs August Steiner, S01E07 Recall, 2021. Courtesy Il Colorificio, Milano and Fondazione ICA Milano. Ph. credits Elena Radice

INCURVA è un’organizzazione culturale indipendente con sede nel centro storico di Trapani, attiva dal 2016 nella promozione dell’arte contemporanea sul territorio siciliano. Dal 2025, il progetto espositivo è sotto la direzione artistica di Saim Demircan ed è caratterizzato da un approccio orientato alla ricerca e alla produzione, facilitando un dialogo continuo tra artisti internazionali e il contesto locale.

Yvo Cho, The brain is not a ready-made machine” at INCURVA, Trapani, 2025. Ph. Yvo Cho. Courtesy the artist and INCURVA.

La Fondazione Luigi Rovati viene istituita a Milano nel 2016 per impulso di Luigi Rovati e della sua famiglia, a partire da una raccolta privata progressivamente ampliata attraverso l’acquisizione di altre tre significative collezioni italiane di arte antica. Tra il 2016 e il 2020 prende forma il progetto museale: un percorso definito sul piano scientifico e curatoriale che mette in relazione straordinari materiali archeologici e opere contemporanee. La sede apre al pubblico nel 2022 in Corso Venezia, all’interno di uno spazio espositivo ristrutturato da Mario Cucinella. L’istituzione promuove mostre temporanee, ricerca, pubblicazioni e iniziative educative, consolidando nel tempo un ruolo riconosciuto anche in ambito istituzionale e sviluppando collaborazioni con enti pubblici. [Qui il link un’intervista con Giovanna Forlanelli, Presidente della Fondazione Luigi Rovati, Ndr.]

Fondazione Luigi Rovati, Milano. Ph. Giovanni De Sandre. Courtesy of Fondazione Luigi Rovati.

Per volontà dei collezionisti Giovanni e Valeria Giuliani, la Fondazione Giuliani apre al pubblico nel 2010 a Roma, nel quartiere Testaccio. Il programma espositivo, diretto da Adrienne Drake, si articola attorno a tre mostre annuali e si distingue per l’attenzione ad artisti internazionali che non hanno ancora esposto nella capitale. La collezione Giuliani pur essendo un entità distinta dalla fondazione, viene spesso attivata come strumento di ricerca a disposizione degli artisti e curatori coinvolti.

Fondazione Giuliani, Roma. Courtesy of Fondazione Giuliani. Ph: Giorgio Benni.

La Collezione Maramotti nasce dall’iniziativa di Achille Maramotti, fondatore di Max Mara, con l’intento di costruire e rendere accessibile al pubblico una raccolta dedicata all’arte contemporanea. Il progetto si concretizza nel 2007, quando gli spazi dell’ex stabilimento produttivo dell’azienda di Reggio Emilio sono trasformati nella nuova sede espositiva, dando vita a un contesto in cui l’eredità industriale dialoga con la ricerca artistica. Accanto al nucleo permanente, la Collezione propone mostre temporanee, interpretando il collezionismo come un processo aperto e in costante divenire. Allo stesso tempo, la presenza della biblioteca e dell’archivio contribuisce a preservare e approfondire la memoria storica della raccolta.

Collezione Maramotti, Reggio Emilia. Ph. Bruno Cattai. Courtesy of Collezione Maramotti.

La Fondazione Morra Greco nasce a Napoli nel 2003 per iniziativa del dentista Maurizio Morra Greco, a partire dal nucleo collezionistico avviato negli anni 90. Nel 2008 la Regione Campania aderisce al Consiglio di Amministrazione e la fondazione assume una forma giuridica mista, in cui convivono componenti private e pubbliche. La collaborazione ha favorito il recupero del Palazzo Caracciolo di Avellino, che dal 2019 ospita il programma espositivo, sempre attento ad instaurare un dialogo costante con il territorio campano.

Fondazione Morra Greco, Napoli. Courtesy of Fondazione Morra Greco.

Fondata nel 1993 da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, la Fondazione Prada è una delle istituzioni private più influenti nel panorama culturale europeo. Con sedi a Milano e Venezia, promuove progetti di arte contemporanea affiancati da iniziative dedicate a cinema, filosofia, architettura e scienze sociali. La sede milanese, inaugurata nel 2015 all’interno di un’ex distilleria riconvertita dallo studio OMA guidato da Rem Koolhaas, si configura come un complesso articolato in cui la pluralità degli spazi riflette la natura multidisciplinare della fondazione e la varietà dei progetti che accoglie. Dal 2018 l’attività è stata estesa in tre nuovi centri in Cina, Giappone e Stati Uniti, dialogando con un pubblico sempre più internazionale e plurale.

Fondazione Prada, Milano. Courtesy of Fondazione Prada.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è stata tra le prime istituzioni private in Italia a sostenere in modo strutturato la ricerca artistica contemporanea internazionale, affermandosi come una realtà pionieristica. Nata nel 1995 a partire dalla collezione della sua fondatrice Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, ha sviluppato nel tempo un programma incentrato sull’idea di un nuovo mecenatismo, orientato alla committenza e alla produzione. Con sede principale a Torino, la fondazione mantiene attivo il suo primo spazio inaugurato a Guarene nel 1997, all’interno di una residenza storica settecentesca immersa tra le colline del Roero. Il centro espositivo integra mostre, progetti formativi e programmi di residenza per artisti; dal 2019 il Parco d’arte estende questa vocazione, immettendo direttamente nel paesaggio piemontese le installazioni di artisti internazionali.

Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo, Guarene. Courtesy of Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Nata a Milano nel 1996, la Fondazione Nicola Trussardi è oggi diretta da Beatrice Trussardi, che nel 2002 ha nominato Massimiliano Gioni come direttore artistico. Dall’anno successivo la fondazione ha deciso di adottare un modello nomade in grado di ridefinire i modi istituzionali di presentare l’arte contemporanea. Senza una sede permanente, i progetti espositivi vengono ospitati temporaneamente in luoghi storici e simbolici della città di Milano, questo approccio ha contribuito a trasformare la città in una piattaforma espositiva diffusa, dove l’arte si inserisce nel tessuto quotidiano.

Installation view, Fata Morgana: memorie dall’invisibile, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, Milano. Courtesy of Fondazione Nicola Trussardi.

La Fondazione Antonio Ratti, fondata a Como nel 1985 da Antonio Ratti, nasce con l’obiettivo di trasmettere la passione per l’arte e l’eccellenza artigianale tessile, preservando e valorizzando la collezione privata. Presieduta da Annie Ratti dal 2002, la Fondazione ha sede a Villa Sucota, storica dimora sul lago di Como, che ospita oltre 30.000 reperti tessili provenienti da tutto il mondo e una biblioteca di circa 7.800 volumi specializzati. Dal 1995 ha preso forma il programma CSAV – Artists’ Research Laboratory, un laboratorio dedicato a giovani artisti internazionali che favorisce la sperimentazione e il dialogo tra tessuti storici e pratiche artistiche contemporanee.

Fondazione Antonio Ratti, Como.

March 31, 2026